| Un
appartamento di 68 mq. è stato trasformato cambiando solo le finiture.
Progetto Carolina Grassi e Nicola Galbiati,
architetti
Servizio di Carolina Grassi
Foto Athos Lecce
Non ci sono stati grandi lavori di ristrutturazione in
questo appartamento dei primi anni ‘70, all’interno di un
edificio
piuttosto anonimo, che due giovani architetti hanno pensato e voluto per
sé. Di soli 68 mq. e con una pianta piuttosto lineare, tutto è
rimasto sostanzialmente come era, sono cambiate solo le finiture, partendo
dal bianco e nero come base, i due non colori da loro amati anche nella
scelta dei vestiti. Il bianco non stanca mai, permette l’uso di
una grande varietà di oggetti ed è ideale per elementi base
come il divano, il letto, l’armadio e la cucina. Anche per quanto
riguarda porte, finestre e battiscopa il legno tinto di bianco dà
ottimi risultati. Mentre il nero può essere il segno deciso dell’eleganza.
E qui tutti i locali hanno in comune le pareti bianche e il pavimento
in listoni di abete tinto in nero
larghi 15 cm. e posati parallelamente alle pareti.
Arredamento lineare, decisi contrasti
di colore e qualche
concessione al romanticismo nella casa di due giovani architetti.
Tavolo “Petalo” di Dominique Mathieu, Zanotta; sedia bianca
di Franzoni, Cappellini; sedia in frassino “LCW” di Eames,
Knoll International; blocco cucina di recupero; elettrodomestici, Smeg.
Lampada a braccio “265” , Flos; tavolino di Saarinen, Knoll
International; poltroncine di recupero; sulla mensola bassa una collezione
di candelieri e la lampada “Bourgie” di Ferruccio Laviani,
Kartell; credenze verticali, “Formose in piedi”, Moco.
La cucina qui illustrata ha una pianta insolita, una sorta di triangolo
interrotto da una parete creata per nascondere alcuni impianti (scaldabagno,
contatori, lavatrice). La cucina è stata costruita riadattando
vecchie ante a persiana in massello di frassino.
Sono state sabbiate per portare a nudo la venatura del legno, rifinite
all’antica col gesso e montate su contenitori
pensili bianchi. Mentre il piano di lavoro, quello di cottura e il pannello
di fondo sono in acciaio inox.
Il soggiorno arredato con pochi elementi, ha un grande divano bianco con
morbidi cuscini sul lato lungo e, di
fianco, due vecchie poltroncine ridipinte in bianco gessato, un candido
tavolino anni ‘50 e due imponenti credenze a torre decisamente nere.
Librerie verticali “Ptolomeo”, Moco; poltroncina di recupero;
tavolino di Saarinen, Knoll International; abat-jour “L’uccellino”
di Ingo Maurer; letto, Accademia.
Sopra il vecchio scrittoio lampadario in cristallo, Jolly Lamp; sedia
in paglia “S” di Tom Dixon, Cappellini.
La camera da letto si permette un’atmosfera romantica: diafane
tende velate alla finestra e al centro un letto imbottito foderato di
bianco.
Le librerie verticali, riprendono il motivo delle due credenze a torre
del soggiorno.
I comodini sono: per lui un tavolino bianco anni ‘50 e per lei un
vecchio scrittoio a cui è stata aggiunta una finitura in foglia
d’argento. In ogni punto arredi e accessori si armonizzano, creando
uno sfondo adeguato allo stile di vita dei proprietari.
Biografie
CAROLINA GRASSI E NICOLA GALBIATI,
architetti
Carolina consegue la Laurea in Architettura al Politecnico di Milano,
inizia la sua carriera, tra design e arredamento, nell’azienda di
Nicola, suo compagno anche nella vita. Nicola, dopo il conseguimento della
Laurea in Architettura al
Politecnico di Milano si occupa dell’azienda di famiglia (Minotti
n.d.r.). Nel 2002 fonda MOCO, una giovane e dinamica azienda di complementi
d’arredo.
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