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Un'abitazione dove vivere e lavorare | ||||||
| Di Baio
Editore |
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| Una casa - studio da un edificio del primo Novecento. Ideale abbinare nella ristrutturazione del loft
gli ambienti residenziali con quelli di lavoro, tenendoli progetto arch. Michela Cassese, Massimo
Nave Questo loft è situato al piano terra e al primo
piano del corpo interno di un edificio del primo Novecento. Attraversato
l’androne, si accede al cortile di proprietà dove due porte
a quadri, in ferro e vetro smerigliato, reinterpretazione del contesto
condominiale preesistente, introducono all’abitazione e allo studio.
Il progetto di ristrutturazione di questa struttura prettamente industriale
aveva numerose esigenze da rispettare: la necessità di ricavare,
all’interno di una realtà tipica della vecchia Milano, degli
spazi che rispondessero alle esigenze ben delineate di una famiglia “tradizionale”
composta da cinque persone; la necessità di realizzare uno studio
che fosse ben distinto dall’abitazione ma, al tempo stesso, con
essa integrato; la volontà di rispettare il carattere formale e
strutturale dell’immobile; la La vecchia tipografia vive negli
elementi strutturali colorati
In questo caso è stata conservata la struttura industriale del capannone che però viene evidenziata in tinta gialla per distinguerla dei nuovi interventi architettonici di grande impatto visivo. L’obiettivo era quello di non negare
la realtà industriale che caratterizzava questa vecchia tipografia,
chiudendola in ambienti funzionalmente distinti, ma di distinguere spazialmente
le funzioni all’interno di un unico ambiente; era quello di accostare
la nuova destinazione funzionale alla vecchia, i nuovi materiali a quelli
tradizionali per poi osservare l’effetto espressivo che la spontaneità
materica avrebbe generato. La distinzione funzionale è stata quindi
affidata a quella spaziale-volumetrica, blocchi di tipo industriale sono
stati affiancati a mattoni fatti a mano, il ferro, lasciato ossidare naturalmente,
alle superfici murarie intonacate a calce. Non esistono porte, ma da un
ambiente non è possibile vederne un altro: elementi architettonici
strutturali si trasformano in “paraventi”; da ogni posizione
le forme dettano la presenza di altri ambienti di cui si possono solo
immaginare le fattezze. Già dotati di due ingressi
Divani, Mariani salotti, sedie “La Marie”, Kartell; luci “Sosia box, ing. Castaldi illuminazione. Il grande soggiorno dell’abitazione, con il pavimento in cemento pigmentato color tabacco impregnato con resine. Sulla destra si sviluppa lo studio, sulla sinistra si estende l’abitazione, più grande ed articolata. Gli elementi strutturali e formali comuni ai due ambienti sono: la scala, realizzata a forma di S in ferro e legno, e chiusa dalla parte dello studio con una parete a riquadri in ferro lasciato ossidare naturalmente, aperta sull’abitazione con una parete (anch’essa a riquadri in ferro) ad altezza corrimano, e il patio soprastante creato per avere un pozzo di luce nella parte più buia del loft. La disposizione su tre livelli permette il mantenimento di una distinzione spaziale delle funzioni: da una caratteristica “pubblica” dell’ambiente al piano terra dove si trova l’area living, si passa ad un ambiente più “privato” dedicato al riposo, allo studio e al gioco dei bambini; il passaggio tra “pubblico” e “privato” è filtrato dal piano del soppalco che ospita la zona dei servizi.
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