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di Caterina Parrello, architetto
L’ONU, all’interno del programma degli “Obiettivi
di sviluppo del Nuovo Millennio”, ha fissato come priorità
per la comunità internazionale anche l’impegno a garantire
il diritto della popolazione mondiale al miglioramento delle
condizioni abitative soprattutto per gli abitanti delle periferie delle
megalopoli, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale.
Al fine di contribuire al raggiungimento di questi obiettivi il Dipartimento
di Architettura dell’Università Politecnica delle Marche,
assieme all’Università tailandese di Chang May e al College
of Science di Huè (Vietnam), partecipano da diversi anni ad un
progetto di ricerca chiamato “Sustainable low cost building for
developing countries”, (Edifici sostenibili a basso costo per i
paesi in via di sviluppo). Tale progetto è finalizzato alla sperimentazione
di nuove tipologie abitative sostenibili per l’area indocinese.
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1 Planimetria città di
Huè (Vietnam)
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2 Il progetto della Shop
House, degli studenti
Luca Bondi e
Ambra Vegliò. |
Tali Paesi presentano infatti un alto tasso di crescita
economica e demografica, che sta generando la necessità di costruire
nuovi edifici a costi contenuti, capaci però di fornire sufficienti
livelli di qualità abitativa. Durante il Corso di Architettura
e Composizione architettonica III del Corso di laurea in Ingegneria Edile/
Architettura, sono state progettate diverse tipologie di edifici sostenibili
a basso costo nella città vietnamita di Huè. Titolare del
corso è il Prof. Arch. Fausto Pugnaloni, titolare del laboratorio
di progettazione
Arch. Marco Turchi, assistenti Ing. Davide Di Fabio, Ing. G. Issini, Arch.
Dang Minh Nam.
Gli edifici residenziali sostenibili progettati dagli studenti del corso
riguardavano tre principali tipologie edilizie: le shop-house, edifici
a schiera bipiano adibiti a negozio al piano terra ed abitazione al secondo,
le garden house, case monopiano progettate con criteri feng-shui e caratterizzate
da un ampio giardino circostante, le squatter house, piccole baracche
collocate lungo i corsi d’acqua in prossimità delle mura
della città storica.
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3 Il progetto della
Garden House degli
studenti
Giacomo Sufferini e
Daniela Isidori.
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4 Il progetto della
Squatter House
degli studenti
Elisa Angeletti e
Daniela Bordonaro. |
Pur rispettando i loro caratteri principali e quelli dell’impianto
urbano della città, tali tipologie sono state rielaborate attraverso
l’utilizzo di nuove tecnologie a basso costo capaci di creare condizioni
di comfort termo-igrometrico e di ridurre l’impatto ambientale sulla
città. Principalmente sono stati utilizzati sistemi costruttivi
in legno e bambù, sistemi bioclimatici per la ventilazione come
i camini solari e l’evapotraspirazione delle piante, schermature
solari anche di tipo verde e fotovoltaico.
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5 Il progetto del camino solare
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6 Il progetto della shop house vincitore
del secondo premio della
sezione “progetti e ricerche”, durante il Seminario
di Architettura
e Cultura Urbana, svoltosi a Camerino lo scorso agosto.
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7 Foto del plastico di Studio. |
I risultati del corso sono stati quindi riassunti nel quaderno
del dipartimento intitolato “Huè, modernità e tradizione”
che insieme al trasferimento dei lavori più significativi al College
of Science di Huè, è servito a favorire il confronto e lo
scambio reciproco sui temi di progetto tra studenti italiani, tailandesi
e vietnamiti.
Alcuni dei lavori prodotti sono stati inoltre presentati al Seminario
Internazionale e Premio di Architettura e Cultura Urbana organizzato dall’Architetto
Giovanni Marucci. Il tema affrontato in questa edizione, svoltasi a Camerino
lo scorso agosto è stato, “L’architettura oltre la
forma: paesaggi urbani sostenibili”.
Tra questi il progetto “Solar shop house and solar hostel in Huè”
degli studenti Luca Bondi e Ambra Vegliò è risultato vincitore
del secondo premio nella sezione “Progetti e ricerche”.
Prof. Arch. Fausto Pugnaloni
Architetto, Direttore del Dipartimento di Architettura, Rilievo, Disegno,
Urbanistica e Storia, già Ordinario nel settore disciplinare
della Rappresentazione, ora Ordinario del settore disciplinare Composizione
Architettonica ed Urbana. Titolare di corsi di Architettura e Composizione
Architettonica, svolge ricerca nel campo del Cultural Heritage e della
Progettazione dell’architettura e della città anche attraverso
programmi di cooperazione internazionale legati alla presenza italiana
In Asia.
Ing. Davide Di Fabio
Ingegnere Edile, attualmente frequenta il Corso di dottorato di ricerca
presso il Dipartimento DARDUS dell’Università Politecnica
delle Marche sui temi della Rappresentazione e della progettazione
dell’architettura sostenibile.
Svolge anche consulenze nel campo dell’ingegneria bioclimatica
e della progettazione di sistemi impiantistici legati a fonti rinnovabili. |
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