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CONGRESSO REGIONALE DEGLI ARCHITETTI, PIANIFICATORI, PAESAGGISTI, CONSERVATORI
DELLA SICILIA, CATANIA – CENTRO CONGRESSI “LE CIMINIERE”
13 – 14 APRILE 2007
Servizio di: Caterina Parrello,
architetto
Conclusi i lavori del IV Congresso degli Architetti
di Sicilia, già si pensa al Congresso nazionale degli Architetti
che sarà ospitato a Palermo nel gennaio 2008. Terminati anche i
lavori della XV Assemblea generale dell’Umar (Unione Mediterranea
degli Architetti) che ha candidato Beirut per la prossima edizione che
si svolgerà il prossimo gennaio. Due eventi di grande livello culturale
e non solo a parole, che hanno convissuto per due giornate al Centro Culturale
Le Ciminiere di Catania. Molti gli interventi che si sono susseguiti dei
tecnici e delle personalità politiche invitate.
L’elenco è piuttosto lungo ma è doveroso citare Raffaele
Sirica, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti e il suo vice
nonché delegato per la Sicilia Luigi Cotzia, il presidente della
Consulta regionale degli Architetti di Sicilia Rino La Mendola, il “padrone
di casa” Antonio Licciardello, presidente dell’Ordine degli
Architetti della provincia di Catania e gli altri presidenti provinciali
degli Ordini degli architetti. Ai lavori hanno partecipato i seguenti
rappresentanti della politica: il Sindaco di Catania Scapagnini, il Presidente
della Provincia di Catania Raffaele Lombardo, gli assessori Regionali
Giovanni La Via e Rossana Interlandi, il Presidente della II Commissione
all’ARS Michele Cimino, il deputato Salvatore Fleres.
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1 Da sinistra gli Architetti:
Luigi Cotzia,
Antonio Licciardello, Dario Lafauci,
Raffaele Sirica, Rino La Mendola. |
2. Arch. Raffaele Sirica
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3. Gli Architetti: Antonio Licciardello
e Richard England |
Dalle testimonianze tecniche e politiche,
è emerso un unico grande coro: lavorare di concerto, tra liberi
professionisti, imprese e istituzioni, perché solo così
si potrà dare concretezza alle esperienze vissute, spesso valorizzate
solo fuori
dalla Sicilia. Antonio Licciardello ha lanciato i temi principali dell’assise:
riconquistare il ruolo dell’architetto; guardare ad un’architettura
che dia sviluppo socio-economico, migliorare la qualità del governo
del territorio. E ora che i lavori si sono conclusi, gli architetti hanno
l’obbligo morale di “recuperare la cultura dei territori,
salvaguardandoli e dando alle generazioni future un imprinting costruttivo.
Per fare questo, la politica deve essere collaborativa attuando una serie
di leggi che favoriscano soprattutto la bioarchitettura.
Così facendo potranno essere costruiti nuovi edifici con adeguate
tecnologie climatiche”. Rino La Mendola presidente della Consulta
regionale degli Architetti di Sicilia ha proseguito: “I temi affrontati
in questo Congresso (“Abitare il
Mediterraneo” e “Governo del territorio e Democrazia urbana”)
non sono stati scelti in modo casuale: la Sicilia ha in sé una
ricchezza culturale, ideologica e religiosa che chiunque c’invidia.
L’obiettivo è quello di sfruttare l’architettura
come linguaggio universale che accomuni le culture e le civiltà.
Per questo abbiamo l’intenzione di creare la “Casa dell’Architettura”
quale luogo di scambio che vede il Mediterraneo al centro delle politiche”.
Raffaele Sirica, durante il suo intervento ha affermato che “Questo
Congresso è stato il primo di una serie che si svolgeranno in tutta
Italia in preparazione dell’appuntamento di Palermo.
Sono stati toccati temi con toni tolleranti e propositivi, nonostante
il difficile momento.
La presenza stessa di una sala gremita e di
una discreta partecipazione di figure istituzionali, fa capire quanto
siano operativi e uniti gli Ordini siciliani.
Non a caso gli Ordini delle altre regioni hanno affidato alla Sicilia
il ruolo di promozione dei temi dell’architettura”.
Durante la prima sessione: “Abitare il Mediterraneo” gli architetti
Richard England e Jordi Farrando, maltese il primo e
spagnolo il secondo, hanno spiegato cosa significhi “abitare il
mediterraneo”, con testimonianze raccolte in video e con progetti
di trasformazione di alcune capitali quali Barcellona. In entrambi i casi,
è emersa la volontà di spronare gli
architetti siciliani a trovare il “proprio” modo di realizzare
opere architettoniche che permettano di saper gestire il governo del territorio.
Nella Seconda Sessione: “Governo del territorio e Democrazia urbana”
si è parlato in modo più pragmatico di come debbano essere
“ridisegnate” le città in funzione delle nuove esigenze
di vita, dei ritmi che si sono accelerati, delle
condizioni bio-climatiche che sono mutate, del ristretto numero dei nuclei
familiari. certamente più contenuti rispetto al passato. Il Congresso
si è concluso con la premiazione del concorso “Abitare nel
Mediterraneo” (istituito dalla Consulta Regionale degli Ordini degli
Architetti di Sicilia, patrocinato dal Consiglio Nazionale degli Architetti
e con il partenariato dell’Umar). Hanno vinto il greco Pantelis
NicolaKapulos e il catanese Luigi Pellegrino.
A dimostrazione di come il IV Congresso degli
Architetti di Sicilia guardi al futuro con atteggiamento propositivo,
nonostante le difficoltà che sta vivendo la professione, nel documento
finale gli architetti si sono impegnati a supportare il CUP Nazionale
(Comitato Unitario delle Professioni) nella promozione di un disegno di
legge di iniziativa popolare che rilanci il ruolo di “mission”
delle professioni nella società, consolidando il ruolo degli Ordini
quali soggetti garanti bilaterali in un rapporto tra Professionisti e
Committenti.
Incontri di architettura
"Società e religioni: l'architettura dello spazio sacro".
Terni 5 maggio
Lo scorso 5 maggio si è svolto a Terni,
all’interno delle splendide sale del palazzo Arcivescovile, un incontro
di studi di
Architettura e Cultura Urbana organizzato dall’arch. Giovanni Marucci
(1), in collaborazione con la Diocesi di Terni, e
con la rivista Chiesa Oggi: architettura e comunicazione della Di Baio
Editore, sul tema “Società e religioni: L’architettura
dello Spazio Sacro”.
Dopo i saluti di S.E. Mons Vincenzo Paglia (2), vescovo di Terni-Narnia-
Amelia, e del Rev. Fabio Leonardis,
direttore del Museo Diocesano , sono state presentate le opere di architettura
sacra realizzate dall.arch. Paolo
Portoghesi, dall arch. Piero Sartogo, dall’arch. Franco Purini e
dagli arch. IIse e Ulrich Konigs.
Durante la tavola rotonda si sono affrontati
i temi della qualità architettonica dello spazio sacro, della progettazione
di spazi aperti all’accoglienza e alla fratellanza dei popoli, che
rappresentano i nodi di aggregazione sociale e di centralità nel
paesaggio urbano contemporaneo, oltre al ruolo delle religioni e dell’architettura
dei luoghi sacri nella società multietnica in cui viviamo.
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Premio Nazionale di idee:
ARCHITETTURA CULTURA & SPORT
www.culturasport.architetturaitalia.it
www.dibaio.com |
Presenti al Seminario anche l’Ing. Don
Giuseppe Russo, direttore dell’ufficio Nazionale Edilizia di Culto
della CEI, il vicepresidente del Consiglio Nazionale Architetti PPC, arch.
Massimo Gallione
(3), e il presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Terni,
arch. Luciano Marchetti. Durante la giornata è stata
presentata, a cura dell’arch. Giuseppe Maria Jonghi Lavarini (3)
e dell’arch. Caterina Parrello, la seconda edizione
del Premio Nazionale di idee ARCHITETTURA CULTURA & SPORT, indetta
dal CNAPPC e dalla DI BAIO editore, sul tema della riqualificazione e
progettazione degli oratori e dei centri parrocchiali in Italia.
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