| Vincitore
dell’International Architecture Award for the Best New Global Design
2007, il progetto delle villette a schiera di Ruginello presenta spazi
rispettosi della privacy, che offrono il conforto della varietà,
rifuggendo dall’omogeneità tipica di questa tipologia edilizia.
Architetture per l’individuo, con l’impeto
sorridente del gioco
Progetto: Arch. Laura Rocca, Roccatelier
Associati
Servizio: Leonardo Servadio
Un progetto che vive di dissimmetrie, di scatti ad angolo
alternati a morbide volute avvolgenti, rigonfiamenti plastici e asprezza
di geometriche emergenze. Sono abitazioni a schiera, ma a differenza di
quel che il mercato immobiliare
generalmente offre, qui a Ruginello, nella florida Brianza, Roccatelier
Associati, per la firma di Laura Rocca, presenta un disegno riccamente
variato che individua ogni singola abitazione.
Un progetto di inconsueta accuratezza per questo genere edilizio, che
dimostra come la qualità può far rima con
economia là dove c’è cura e non mancano le idee. Queste
villette “quasi” a schiera, come scrive la progettista,
hanno vinto il prestigioso “International Architecture Award for
the Best New Global Design”, conferito dal Chicago Athenaeum (istituzione
culturale che prosegue la tradizione architettonica della Chicago di Mies
van der Rohe e di Frank Lloyd Wright). Il disegno si ispira ai profili
degli edifici a tre piani, cresciuti su sé stessi dal secondo dopoguerra,
che fronteggiano il lotto stretto e lungo. Come spiega l’architetto,
l'altro motivo ispiratore è stata la linea dei monti - il Resegone
e la Grigna -che si stagliano a poche decine di chilometri di distanza.
Le forme che si susseguono nell’edificio offrono una variazione
continua; le proiezioni di sghembo danno un senso di moto, subito raccolto
e raffrenato dagli elementi squadrati. L’alternarsi dei materiali
sottolinea la varietà: il rame verde pretrattato, il sasso
di fiume (nella parte bassa dell’edificio), e le superfici in intonaco
bianco, inframmezzate come pause di chiarore. Con
inconsueta sensibilità, le finestre sono collocate in modo tale
che nessuno possa guardare dalla propria casa entro il giardino o il terrazzo
del vicino (gli appartamenti al piano terra hanno il giardino, quelli
al piano superiore il terrazzo).
Il progetto sa suggerire la via per inventare
nuovi modi di abitare
Le coperture tondeggianti si presentano come capottine
(ricordano vagamente quelle delle carrozze ottocentesche) a soffietto:
Nelle immagini, dall’alto: planimetria del lotto, lungo e stretto;
la pianta del complesso, dove si inseriscono dieci appartamenti.
La distribuzione spaziale è studiata in modo tale da difendere
la “privacy” di tutti gli ambienti interni e esterni. Sotto,
scorcio prospettico che mette in evidenza la varietà delle forme.
A lato: scala di accesso.
elementi avvolgenti che si sporgono protettivi sui terrazzi e avvolgono
e segnano gli spazi interni a doppia altezza. La privacy è presidiata
dallo stesso andamento del disegno architettonico. Il prato che resta
aperto al lato dell'edificio si presenta come luogo del possibile, e canocchiale
visivo che permette di apprezzare la movimentata architettura sullo sfondo
del panorama circostante. Gli interni sono animati dalle stesse configurazioni
spaziali dettate dal profilo esterno: centine lignee sottolineano l'andamento
delle pareti, scale interne mediano i livelli di open space accoglienti;
finestre che ruotano rispetto al profilo dell’ambiente permettono
di accentuare la libertà spaziale, il senso di giocosa sorpresa
che l'architettura comunica e che invita a inventare nuovi stili dell’abitare.
Predomina il legno, trattato secondo linee rette, ritmato da strutture
metalliche la cui forte presenza è sottolineata dal colore. È
un’architettura
che accompagna con delicata grazia e accoglie con dolcezza.
Nelle immagini, dall’alto: vista dell’accesso box (1).
Vista interna di un soppalco (2). Si nota la profusione di legno nella
finitura interna e la centinatura che mette in risalto l’andamento
a semicupola della copertura; c’è un venire assieme di suggestioni
architettoniche antiche e di elementi di alta tecnologia. La cucina e
la finestra (3). Tutte le aperture hanno profili in alluminio.
Qualità dell'intervento
L’idea base del progetto: risolvere con un corretto
inserimento ambientale il tema delle case a schiera.
Innovazione: nel disegno, che raccoglie la suggestione
delle coperture delle serre rustiche e dei profili dei
monti, mentre accoglie soluzioni spaziali nuove che esprimono la complessità
e dinamicità della società attuale.
Uso dei materiali: in esterno, rame verde pretrattato
(Tecu patina), sasso di fiume e fascioni in cemento prefabbricato. Finestre
con profili in alluminio e vetri antisfondamento. Soppalchi interni con
profili in acciaio e assito di
legno trattato a cera, così come tutte le pareti inclinate o curve
(queste in legno lamellare).
Nuove tecnologie: le abitazioni sono studiate per favorire
la ventilazione naturale rendendo superfluo l’uso di condizionatori.
L’intonaco bianco si interpone tra le facciate in pietra. Le superfici
curve, come gusci verdi ospitano soggiorni e soppalchi. Il dislivello
naturale del terreno è stato mantenuto prendendo come quota zero
la strada più alta. In
questo modo si sono realizzati box completamente interrati con uscita
carrabile sulla strada interna del lotto,
lasciando libero superiormente un sinuoso percorso pedonale, lungo il
quale si snodano gli accessi alle abitazioni.
Gli elementi: luci sul tavolo, Fontana Arte; ai muri “Eklissi”,
3c ; cucine, Binova; scale e parapetti sono di Estfeller.
Il soppalco e lo spazio: l’architettura
apre al possibile
|
LAURA ROCCA, architetto, Roccatelier
Associati
Dopo la laurea in architettura conseguita al Politecnico di
Milano, nel 1996 ottiene “con
lode” il Master in “Conservation of historic towns
and buildings” presso il Centre R. Lemaire of the Grauate
School of Engeneer and Planning dell’Università
Cattolica di Lovanio (Belgio). |
| Collaborando con lo studio di Andrea
Bruno si occupa di restauri per conto dell’Unesco in Marocco
(Essauria) e Palestina (Betlemme). Nel 1999 vince il Premio
Nazionale di Architettura Dedalo “Under 35” con
la sua opera prima (5 villette “quasi” a schiera
a Monza). Nel 2000 fonda “Roccatelier Associati”
con cui opera tuttora, vincendo diversi premi in Italia e all’estero.
Nel 2007 vince lo “International Architedcture Award”.
Tra i progetti più recenti: Agam Spa, nuova centrale
di cogenerazione a Monza nord. |
|
|