| Tratto da: 99Idee Casa N°118 |
Sentirsi a casa nel cuore di Firenze | |||||||
| Di Baio
Editore |
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| Un residence in un antico palazzo del centro di Firenze è stato pensato per i gusti dei tradizionali ospiti inglesi. servizio di: Romina Emili Abbiamo percorso via dei Servi a Firenze qualche mese fa,
diritta, razionalissima e privilegiata prospettiva verso la cupola per
eccellenza: quella di S. Maria del Fiore di Brunelleschi. Difficile era
staccare lo sguardo da quelle La prospettiva rinascimentale da “città
ideale”
Pavimento in marmo bianco e nero, realizzato da Sollazzini di Firenze; applique “Canne”, Rodolfo Dordoni, Artemide; sedia trasparente “Louis Gost”, Kartell; divano neobarocco. I proprietari, grandi viaggiatori, si sono ispirati a una
tipologia ricettiva che risale alla tradizione anglosassone, quando nei
primi anni del ‘900 a Firenze si preferiva soggiornare in buone
pensioni a gestione familiare perché offrivano cortesia e grande
ospitalità. Il rapporto diretto con il cliente e la volontà
di dare uno spazio abitativo completo con la sensazione di trovarsi in
casa propria all’ombra della cupola di S.Maria del
Poltroncina in polietilene “Prince Buster” di Platt &
Yang, Driade; tavolo basso “Dan”, divano e mobile sospeso,
De Padova; lampade da tavolo, “Costanzina”, Luceplan. L’antica concezione dell’accoglienza del visitatore
qui si mescola sapientemente con lo stile del design contemporaneo degli
arredi che, con discrezione e studiati rapporti di armonie cromatiche
e formali, popolano ambienti riportati in vita da esperti artigiani fiorentini.
L’impostazione cromatica è comune a tutto il complesso: inizia
dal rigoroso bianco e nero
Qui vi è un’abitudine molto apprezzata dagli ospiti anglosassoni di cui si è tenuto conto: quella di pranzare seduti su poltroncine perché ritenute molto più confortevoli delle normali sedie (e non hanno torto). Anche l’organizzazione delle singole suites ha una costante: in ognuna di esse la separazione tra zona notte e zona giorno è ottenuta con l’interposizione del blocco dei servizi, lasciando però libero un breve andito che permette di non interrompere l’open space con cui è concepito l’insieme. Inoltre piccoli avvenimenti sorprendono il cliente: al suo arrivo trova un omaggio di frutta di stagione e di olio extra vergine di oliva spremuto a freddo nel frantoio di proprietà della famiglia.
Cucina, Aurora; sedie e divano “Pollack”di
Vico Magistretti, De Padova; tavolo, “Tulip”, Knoll; lampada
a braccio
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