| Tratto da: 99Idee Casa N°118 |
“Casa de retiro espiritual” Un libro aperto |
||||||
| Di Baio
Editore |
|||||||
| Progetto di Emilio Ambasz, architetto Un progetto in cui natura e architettura si fondono con equilibrio mirabile: Emilio Ambasz è maestro in questo tipo di proposte. Il costruito diventa il modo in cui l’abitare si inserisce nel clima e nel paesaggio, con confortevolezza amichevole. Se c’è la possibilità di togliere i
confini che separano l’architettura dal paesaggio e, in questo mondo
che è sempre più città diffusa ovunque, trovare un
equilibrio nuovo, organico e autentico con una natura intessuta di progetto
e riconciliata con l’abitare, l’opera di Emilio Ambasz è
destinata a restare come antesignana di questa via di riappacificazione.
Il progettista ha raccolto la suggestione della tradizione:
quella delle case a patio centrale come si vedono in molti paesi caldi
e assolati. Edifici caratterizzati dallo spazio aperto all’interno,
circondato da un peristilio che ombreggia le pareti e lascia libera circolazione
all’aria . E non ha neppure tralasciato il gusto “mudejar”
dell’arte arabo-ispanica che proprio qui in Andalusia trovò
il suo più fertile terreno di coltura, importando il gusto per
l'ornamento fine, per il lavoro del legno a motivi intrecciati e trafori
con figure geometriche.
Ed è evidente protezione solare: la casa sta entro
l’angolo che le due pareti disegnano sul terreno, ma non si vede.
Eppure il diedro non è solamente
La dinamica verticale sostituisce quella dei ripari orizzontali
che schermano: l’obiettivo cercato, ricavare un ambiente dalla climatizzazione
naturale, è raggiunto nel dialogo tra gli spazi coperti dal prato
e il bianco diedro. È una casa che si scopre ogni giorno di nuovo,
perché è prossima al mutare del clima, vicina allo scorrere
della luce nel cielo: pur sottratta al volume del costruito (così
opportunamente svuotato nelle pareti ad angolo che s’elevano libere),
proprio perché sotterrata, trova una nuova relazione con la volta
celeste. Questa non è più l’origine del calore da
cui difendersi e la si guarda con occhio benevolo, mentre il diedro, come
vela orgogliosa, dialoga col vento.
|
|||||||