| Tratto da: 99Idee Casa N°117 |
Una casa di luce e di poesia | |||||||||||
| Di Baio
Editore |
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| Sulla collina di Bellosguardo Appena sopra Firenze, una grande villa in cemento e pietra regala al visitatore la pura gioia dell’atto creativo. Progetto di: progetto dello
Studio Turchi (arch.i Mauro Turchi e Patrizia Gervasi) con la collaborazione
di Lorenzo Papi progettista e cordinatore tecnico Una ristrutturazione coraggiosa degli anni ’90 ha trasformato questa casa colonica su tre piani in un originale esempio di architettura contemporanea, che trova in un’ansiosa relazione con la luce la propria identità. “Le fonti della luce erano già tutte nella struttura – racconta il proprietario A. Caramella, avvocato e poeta – è bastato aprire un cantiere senza programmi e togliere gli infissi incongrui in stile nuova Inghilterra. Il soggiorno è dominato da un tavolo a forma di aquilone
Nelle foto: Mirage: il tavolo d’incontro
degli ospiti in ingresso. In questo modo le grandi vedute all’esterno
sono subito apparse pulite e invitanti”. Sede della Fondazione “Il
Fiore”, che da anni opera a Firenze per coloro che vogliono continuare
a scoprire la poesia nelle cose della vita, al piano terra la casa sviluppa
una serie di ampi spazi di accoglienza e uffici popolati di arredi su
disegno originale dell’architetto Lorenzo Papi realizzati su misura
da artigiani locali. Forme libere, attinte spesso al tema del volo, stelle,
punte e Il camino fa da fulcro a un serrato gioco di direzionalità.
Il camino Caleidoscopio o Incudine su progetto di Lorenzo Papi è stato realizzato in ferro dalla ditta Cesare Sargenti. Sul soffitto, i grandi pannelli luminosi realizzati in tela “La via lattea” sono su disegno.
Le sculture, e assumono nomi di ampia evocazione quali l’Aliante, l’Aquilone, la Via Lattea, il Mirage che - con un teso gioco di rapide direzionalità - salgono al piano superiore e culminano nel camino Caleidoscopio o Incudine, il fulcro della creazione, attorno al quale le funzioni quotidiane del mangiare, leggere, discutere e muoversi su un pavimento trasparente acquistano una dimensione che si dilata nel sogno. Gli spazi si guardano l’uno dentro l’altro e realizzano con marmi e specchi la meravigliosa e feroce amicizia tra il committente e l’architetto. E la trasparenza architettonica assume tutte le forme, sui piani verticali e orizzontali, affermando la volontà precisa di annullare la privatezza per esaltare la natura stessa della comunicazione e la bellezza del lavoro corale.
Le sedie in acciaio sono state progettate da Harry Bertoia nel 1952 per Knoll; i pavimenti in marmo sono della ditta Radatti di Firenze. Qualità dell'intervento L’idea centrale del progetto: il tema della trasparenza che caratterizza
con straordinaria originalità l’uso dei materiali. Il vetro,
i marmi, gli specchi, il plexiglass bianco e colorato, costituiscono i
vocaboli di un discorso architettonico raffinato e fantasioso.
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