| Un
appartamento a Firenze
L’intervento ha trasformato un insieme di
piccole stanze in un interno spazioso e luminoso.
Nuova fluidità per una casa anni ‘70
disposta su due piani.
Progetto di: Giulio Giubbi architetto
Testo di: Walter Pagliero
Servizio di: Luisa Carrara
Foto di: Athos Lecce
Era un mediocre appartamento degli anni ’70 in pessime
condizioni, che aveva urgente bisogno di essere ristrutturato. Demolendo
molti setti murari, l’arch. Giulio Giubbi ha ottenuto uno spazio
dedicato al soggiorno
piuttosto ampio, dinamico e con varie prospettive, a cui si arriva salendo
le scale che partono dall’ingresso. E’ composto da un angolo
per la conversazione, una zona pranzo con cucina, e un disimpegno che
porta alla zona
notte. Le zone sono visivamente staccate ma unite da brevi percorsi, e
i rapporti funzionali risultano corretti.
Nelle foto: Divano ad angolo su misura; dipinto “Rosso Arancio”
di Anna Di Volo; poltroncina in vimini, Ikea;
lampadario “Ya Ya Hoo” di Ingo Maurer.
Cucina “Tabula”, Euromobil Multisystem; lampada, I Guzzini.
L’intervento arredativo è rigorosamente lineare,
con un’attenzione più rivolta alle grandi masse geometriche
che ai particolari. Inoltre c’è un forte controllo della
luce, sia artificiale che diurna: il living, ad esempio, di giorno viene
valorizzato dalla luce delle finestre che proviene dai due lati, e la
sera è animato da un complesso sistema illuminante di Ingo Maurer.
In questo, come in altri lampadari dello stesso designer, sono fuse insieme
tecnologia e poetica (qui viene evocato un gruppo di uccelli appollaiati
su un filo) e tutte le fonti sono corredate da un dimmer che permette
di dosare le luci secondo le esigenze del momento. Inoltre è un
oggetto tecnologico che “disegna” lo spazio.
Anche il controllo cromatico è rigoroso, con richiami tra la l’arancio
e il rosso della cucina e la ringhiera della scala, un graffito arancione
che si staglia sul fondo bianco delle pareti.
Qualità
dell'intervento
L’idea base del progetto: demolendo molti tramezzi
ricavare uno spazio con prospettive più ampie: una zona soggiorno
con luce dai due lati, al cui centro si arriva salendo le scale.
Uso dei materiali: alle pareti un classico intonaco
civile bianco si accosta a un pavimento in bambù sbiancato
trattato come un legno, a contrasto spicca la balaustra in ferro verniciato
arancio.
Innovazione: un forte controllo della luce, sia per
la diurna che per l’artificiale. Tutte le fonti luminose sono
corredate da un dimmer per poterle dosare.
Le nuove tecnologie: nei lampadari di Ingo Maurer
sono fuse insieme tecnologia e poetica (questo modello, tecnologicamente
evoluto, evoca un gruppo di uccelli appollaiati su un cavo). |
La scala sbuca nel centro del soggiorno
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Tavolo da pranzo e sedie, Ikea;
struttura illuminante di Ingo Maurer;
poltroncine in vimini, Ikea;
scultura in legno di Roberto Coccoloni;
balaustra in ferro su disegno dell’arch.Giubbi. |
Il rosso e l’arancio sono colori caldi e luminosi
che fanno da leit - motiv, coinvolgono il grande dipinto sopra il divano
e continuano in tutto l’appartamento, anche in bagno.
Per quanto riguarda i materiali, le pareti sono in un classico intonaco
civile, il pavimento è in bambù sbiancato (un giunco molto
resistente che a distanza ha un effetto omogeneo), mentre la balaustra
è in ferro, un materiale che è tra i preferiti dall’arch.
Giubbi in quanto, essendo uno strutturista, è abituato ad usarlo
negli interventi di adeguamento sismico: la presenza del ferro è
quasi una sua firma. Il suo interesse per le balaustre - così ha
dichiarato - è dovuto
al fatto che possono diventare qualcosa di lineare e ridotto al minimo:
il parapetto, il fermapiede e i montanti. Anche le porte risultano minimali
perché otticamente a scomparsa, sia quelle raso-muro che si confondono
con le pareti intonacate, sia le altre raso-vetro che fanno corpo con
le pareti trasparenti.
In bagno il colore arancio si impossessa
di pareti e soffitto.
Biografia
GIULIO GIUBBI architetto
Nasce a Firenze nel 1967, dove frequenta la facoltà di
architettura orientando la sua formazione alla progettazione
ed al calcolo
strutturale.
Approfondisce lo studio della rappresentazione digitale dell’architettura
nel laboratorio dell’Università di Ferrara, |
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| dove opera ricostruzioni
virtuali di architetture rinascimentali e inizia una collaborazione
alla didattica delle tecniche di rappresentazione. Tornato a
Firenze, collabora al corso di rilievo dell’architettura
e intraprende la libera professione dove convergono esperienze
di progettazione d’interni, rendering digitale e conoscenza
della statica. |
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Vasca “Calla”, Ideal Standard;
lavabo “Serie zero”, Catalano; porte “Rasovetro”,
Catalano; rubinetteria
“Nostromo”, Fantini; pavimento in bambù sbiancato.
Lampadario “Falkland”, Danese.
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