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99Idee Casa N°116

Spazio, luce e un po' di colore
Di Baio Editore

Un appartamento a Firenze

L’intervento ha trasformato un insieme di piccole stanze in un interno spazioso e luminoso.

Nuova fluidità per una casa anni ‘70 disposta su due piani.

Progetto di: Giulio Giubbi architetto
Testo di: Walter Pagliero
Servizio di: Luisa Carrara
Foto di: Athos Lecce

Era un mediocre appartamento degli anni ’70 in pessime condizioni, che aveva urgente bisogno di essere ristrutturato. Demolendo molti setti murari, l’arch. Giulio Giubbi ha ottenuto uno spazio dedicato al soggiorno
piuttosto ampio, dinamico e con varie prospettive, a cui si arriva salendo le scale che partono dall’ingresso. E’ composto da un angolo per la conversazione, una zona pranzo con cucina, e un disimpegno che porta alla zona
notte. Le zone sono visivamente staccate ma unite da brevi percorsi, e i rapporti funzionali risultano corretti.

Nelle foto: Divano ad angolo su misura; dipinto “Rosso Arancio” di Anna Di Volo; poltroncina in vimini, Ikea;
lampadario “Ya Ya Hoo” di Ingo Maurer.
Cucina “Tabula”, Euromobil Multisystem; lampada, I Guzzini.

L’intervento arredativo è rigorosamente lineare, con un’attenzione più rivolta alle grandi masse geometriche che ai particolari. Inoltre c’è un forte controllo della luce, sia artificiale che diurna: il living, ad esempio, di giorno viene valorizzato dalla luce delle finestre che proviene dai due lati, e la sera è animato da un complesso sistema illuminante di Ingo Maurer. In questo, come in altri lampadari dello stesso designer, sono fuse insieme tecnologia e poetica (qui viene evocato un gruppo di uccelli appollaiati su un filo) e tutte le fonti sono corredate da un dimmer che permette di dosare le luci secondo le esigenze del momento. Inoltre è un oggetto tecnologico che “disegna” lo spazio.
Anche il controllo cromatico è rigoroso, con richiami tra la l’arancio e il rosso della cucina e la ringhiera della scala, un graffito arancione che si staglia sul fondo bianco delle pareti.

Qualità dell'intervento

L’idea base del progetto: demolendo molti tramezzi ricavare uno spazio con prospettive più ampie: una zona soggiorno con luce dai due lati, al cui centro si arriva salendo le scale.
Uso dei materiali: alle pareti un classico intonaco civile bianco si accosta a un pavimento in bambù sbiancato trattato come un legno, a contrasto spicca la balaustra in ferro verniciato arancio.
Innovazione: un forte controllo della luce, sia per la diurna che per l’artificiale. Tutte le fonti luminose sono corredate da un dimmer per poterle dosare.
Le nuove tecnologie: nei lampadari di Ingo Maurer sono fuse insieme tecnologia e poetica (questo modello, tecnologicamente evoluto, evoca un gruppo di uccelli appollaiati su un cavo).

La scala sbuca nel centro del soggiorno

Tavolo da pranzo e sedie, Ikea;
struttura illuminante di Ingo Maurer;
poltroncine in vimini, Ikea;
scultura in legno di Roberto Coccoloni;
balaustra in ferro su disegno dell’arch.Giubbi.

Il rosso e l’arancio sono colori caldi e luminosi che fanno da leit - motiv, coinvolgono il grande dipinto sopra il divano e continuano in tutto l’appartamento, anche in bagno.
Per quanto riguarda i materiali, le pareti sono in un classico intonaco civile, il pavimento è in bambù sbiancato (un giunco molto resistente che a distanza ha un effetto omogeneo), mentre la balaustra è in ferro, un materiale che è tra i preferiti dall’arch. Giubbi in quanto, essendo uno strutturista, è abituato ad usarlo negli interventi di adeguamento sismico: la presenza del ferro è quasi una sua firma. Il suo interesse per le balaustre - così ha dichiarato - è dovuto
al fatto che possono diventare qualcosa di lineare e ridotto al minimo: il parapetto, il fermapiede e i montanti. Anche le porte risultano minimali perché otticamente a scomparsa, sia quelle raso-muro che si confondono con le pareti intonacate, sia le altre raso-vetro che fanno corpo con le pareti trasparenti.

In bagno il colore arancio si impossessa di pareti e soffitto.

Biografia

GIULIO GIUBBI architetto
Nasce a Firenze nel 1967, dove frequenta la facoltà di architettura orientando la sua formazione alla progettazione ed al calcolo
strutturale.
Approfondisce lo studio della rappresentazione digitale dell’architettura
nel laboratorio dell’Università di Ferrara,
dove opera ricostruzioni virtuali di architetture rinascimentali e inizia una collaborazione alla didattica delle tecniche di rappresentazione. Tornato a Firenze, collabora al corso di rilievo dell’architettura e intraprende la libera professione dove convergono esperienze di progettazione d’interni, rendering digitale e conoscenza della statica.

Vasca “Calla”, Ideal Standard; lavabo “Serie zero”, Catalano; porte “Rasovetro”, Catalano; rubinetteria
“Nostromo”, Fantini; pavimento in bambù sbiancato.
Lampadario “Falkland”, Danese.