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collezione couture autunno-inverno di Raffaella Curiel si ispira alla
Mittel Europa, che la stilista ritiene di avere nel suo patrimonio ereditario
grazie alla madre, Gigliola Curiel, nata ed educata in una delle capitali
intellettuali dell’impero austroungarico: Trieste. “Per chi
come me ha avuto fortemente impressa quella educazione e quella civiltà
- dice Raffaella Curiel - è impossibile non essere catturata da
questo gioioso ritrovamento di valori antichi ma sempre operanti, soprattutto
quelli di una femminilità agli antipodi del volgare. Fortuny mi
aveva sempre fatto sognare e da lì sono partita.” Gli abiti
di questa collezione hanno infatti il fascino fluttuante dei piccolissimi
plissé dell’artista veneziano (famoso il suo abito “Delphos”
in seta plissettata del 1924) e usano molti dei tessuti da lui preferiti,
come
il velluto. Alcuni abiti si ispirano ai costumi balcanici e ungheresi,
anche a quelli militari, secondo la più recente tendenza della
moda. I colori sono “temperati”, veneziani o slavi.
In casa sete e velluti
Raffaella Curiel, stilista
“Questa casa è fin troppo ricca, a volte mi spaventano
le molte cose che ho, ma quando penso a come mi sono arrivate, cioè
dalle tante mancanze che si sono succedute nella mia famiglia, mi
rendo conto che anche attraverso questi oggetti i miei cari continuano
a vivere con me. La parte più privata è lo studio
foderato di
cachemere e dominato dal letto Napoleone III.“
(A sinistra, la stilista nello studio n.d.r. - Da Casa Oggi modi
di vivere n. 221 - 222) |
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Gigliola Castellini Curiel, stilista
“Come tutte le coppie appena sposate ho iniziato ad arredare
la casa con quello che avevo. Poi mi servivano dei divanetti e
delle étagère dove riporre i libri e ho assemblato le
due cose in
modo che risultassero decorative.”
(A destra, un ritratto della stilista e, in basso a destra, un’immagine
del soggiorno. Da Casa99Idee n. 81) |
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