| Collezione
Salento nasce dall’estro del designer Luca Scacchetti e dallo slancio
dell’imprenditore leccese Andrea Montinari, sotto il marchio condiviso
e autoprodotto Leomar.
Da quali linee guida prende avvio il progetto Collezione
Salento? Attraverso quali parametri viene realizzato?
Ciò che rende particolarmente interessante la collezione Salento
è il rapporto fortissimo con il territorio, sia in termini culturali
che in quelli produttivi. Ogni pezzo della collezione trova la sua ragion
d’essere nelle tradizioni salentine, nei materiali di questa terra,
nella sua evoluzione storico - estetica, nella ricorrenza di stilemi,
proporzioni ed accostamenti. Ed ogni pezzo è rigorosamente prodotto
da artigiani e piccoli produttori della zona. È una collezione
che si ispira al Salento, e qui viene prodotta, quasi un atto di promozione
delle ricchezze di questa terra da sfruttare per aprire nuovi condotti
verso il mondo del design, dalla fase di progettazione a quella della
produzione,
comunicazione e commercializzazione.
Quali materiali sono stati impiegati e perché?
Ce ne sono di nuovi?
I materiali sono quelli tipici salentini: dai più specifici ed
esclusivi come la pietra leccese (foto1. vaso Urano) e la cartapesta,
a quelli meno identificativi come acciaio (foto2. Dominio), lana, legno
(foto3. il lettino Spigole; foto4. tavolo Minnie), che tuttavia attraverso
particolari lavorazioni, hanno acquisito le caratteristiche proprie dell’artigianato
del luogo. Più che nuovi materiali, consideriamo un uso non riscontrabile
altrove dei materiali della tradizione.
Esaminiamo il progetto sotto l'aspetto tecnologico.
. .
L’intera collezione è qualcosa di più che un’innovazione
tecnologica. Anche se d’innovazione si può parlare, basti
pensare alla tecnica di tagliare l’acciaio col laser. Ma la reale
portata innovativa del progetto risiede nel conferire spazio alle sacche
residuali di artigianato, che insieme a terzisti e piccola industria,
proiettandosi verso il mondo del design, sono la grande scommessa della
collezione e di Leomar. Una scommessa tale da poter rappresentare un modello
di sviluppo per tutte le altre aree del territorio italiano dove sia sopravvissuto
un sistema produttivo misto (artigianato + industria) senza avere ancora
affermato la propria autorevolezza sul mercato contemporaneo.
|