| Tratto da: 99Idee Casa N°109 |
vivere sul pacifico | ||||||||||||||||||||||||
| Di Baio Editore | |||||||||||||||||||||||||
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La modernità delle grandi ville californiane degli anni ‘30 e ’40 si manifesta attraverso un linguaggio formale caratteristico: un incastro di parallelepipedi, quasi un gioco di scatole, fatto di pareti e soffitti piatti, tutti intonacati di bianco, con grandi vetrate alte quanto un piano. Nel libro “Pacific Houses” di Cynthia Reschke, edito
da Harper Collins di New York e distribuito in Italia da Di Baio
Nelle foto: Alcuni disegni del
progetto originale
di questa villa
dovuti alla mano
del maestro del
razionalismo
Richard Neutra,
dove risulta
evidente come la
complessa
articolazione
volumetrica sia
studiata al fine di
ottenere una Grandi ville californiane affacciate sull'oceano
La nobile semplicità degli interni è legata all’invenzione delle pareti completamente vetrate, dove i grandi vetri scorrevoli partono dal pavimento e arrivano senza interruzioni al soffitto. Tale semplice manufatto (in quei tempi molto costoso) regala all’architettura l’aspetto trasparente e luminoso di un cristallo di quarzo o di un diamante dal taglio squadrato. Una diretta conseguenza è il fluire trasparente dello spazio interno in quello esterno e viceversa, passando attraverso spazi protetti intermedi come i terrazzi muniti di pensilina.
Si tratta di un’architettura adatta a zone dal clima mite (e la California lo è), dove ci si deve difendere più dal sole con grandi sporgenze del tetto piatto che dal freddo (qui infatti bastano piccoli radiatori inseriti nel pavimento). I pochi mobili che arredano la villa risalgono agli anni ‘50 e seguono gli stessi criteri di trasparenza, funzionalità e rigore geometrico. Unico limite (o grande pregio) di questa architettura è l’impiego di vasti spazi quasi illimitati.
Questa villa
californiana che
sorge sulle verdi
colline di
Belmont è un
parallelepipedo
rigato che ricorda
l’architettura
Come si può già
capire da questi
esempi, tra le ville
presentate nel libro
intitolato“Pacific
Houses” di Cynthia
Reschke, distribuito
in Italia da Di Baio
Editore, spiccano in
modo particolare
quelle della
California che
hanno il pregio, per
noi italiani, di avere
una sensibilità molto
vicina a
quella europea, più
equilibrata e
confortevole di
quella giapponese o
In questa struttura assai moderna l’interno è
volutamente sobrio e il mobilio, scelto tra pezzi
di design vintage, ha i colori primari della tradizione
razionalista. La posizione panoramica della
villa porta a valorizzare al massimo la lunga Negli interni domina un minimalismo molto colorato
Dietro il divano fa da sfondo un alto setto murario
dietro cui si nasconde parzialmente una libreria.
Molto riuscito il blocco cucina con sgabelli
per cocktails e rapidi spuntini: un gioco d’incastri
con parallelepipedi grigi e piani d’appoggio
(tra cui un poggiapiedi) in marmo nero. |
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