| Tratto da: 99Idee Casa N°109 |
Paper tube structure | ||||
| Di Baio Editore | |||||
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La novità di questa casa, progettata dall’architetto Shigeru Ban, è nell’uso di tubi di cartone (Paper Tube Structure). Realizzati solitamente per arrotolarvi i tappeti diventano qui pareti divisorie trasparenti e leggere simili ai “canneti” ben illustrati nell’arte giapponese. Servizio di Leonardo Servadio
Allineati secondo un circolo, leggermente discosti gli uni dagli altri, i tubi definiscono un ambiente interno schermato. Sono elementi relativamente solidi, disponibili in quantità e producibili rapidamente, a basso prezzo e in dimensioni variabili. Soprattutto riprendono il materiale originale delle pareti divisorie antiche: la carta. Le possibilità di comporre e ridisporre ambienti diventa vastissima. Le fessure tra un tubo e l’altro consentono il transito della luce, nel giorno e nella notte, pur garantendo anche una certa “privacy” con la loro opacità. Il loro profilo ricorda quello del canneto e l’inserimento nel contesto naturale risulta immediato e facile, l’edificazione rapida. Non a caso il sistema, chiamato “Paper Tube Structure” (PTS), è stato sperimentato anche in altre occasioni.
Ad esempio nella realizzazione di rifugi di emergenza per ospitare i cittadini di Kobe rimasti senza tetto dopo il terremoto che rase al suolo quella città alla fine degli anni ‘80. La struttura a tubi si dimostra adatta alle più diverse esigenze: dall’emergenza alla residenza di pregio. Perché la “paper house” è una villa con vista sul lago, un’architettura raffinata, che ha intatto tutto il fascino del lindore dell’antica casa giapponese e con questa condivide probabilmente, anche la necessità di uno stile di vita piuttosto sobrio e di una manutenzione attenta e frequente. |
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