Tratto da:
2000 anni di Arte e Architettura
Le correnti dell'arte italiana dalla metà dell'ottocento sino ai giorni nostri
Architettura
Di Baio Editore

1. L’architettura dell’Ottocento si vale di uno stile eclettico, che prende a base il classico e il rinascimentale (di rado il barocco); ma lo adopera liberamente adattandolo alle esigenze della vita moderna.
Alessandro Antonelli, novarese (1798-1888) – Mole Antonelliana (m. 167) a Torino.

Alessandro Antonelli

Cupola di San Gaudenzio, Novara, 1840-1873

G. B. Basile (1825-1891) – Teatro Massimo a Palermo, uno dei più belli d’Europa.
Giuseppe Mengoni, ravennate (1829-1877) – Galleria Vittorio Emanuele a Milano, col maestoso arco d’accesso da Piazza del Duomo e l’imponente ottagono.
Guglielmo Calderini, di Perugia (1837-1916) – Palazzo di Giustizia a Roma, improntato a pesanti motivi barocchi.
Gaetano Kock, romano (1838-1909) – Esedra di Piazza Termini a Roma, trionfale ingresso alla città; Palazzo della Banca d’Italia e Palazzo Margherita a Roma, entrambi di vigorosa imponenza.
Giuseppe Sacconi, marchigiano (1854-1905) – Monumento a Vittorio Emanuele II a Roma, grandiosa montagna di marmo ispirata a motivi neoclassici.
Emilio De Fabris – Facciata di S. Maria del Fiore, ispirata a motivi gotici.
2. Il Novecento si presenta con un gusto più moderno, tendente a note di monumentalità e sintesi stilistica, che – in modo lato – possiamo definire neoclassiche.
Due le scuole che si dividono oggi il dominio in architettura:
a) la scuola del Novecento, che ti ricollega agli schemi dalla architettura cinquecentesca (Sangallo, Palladio, ecc.), derivandone spunti e forme più aderenti alla sensibilità del nostro tempo.
Es. Architetto Piacentini.
b) la scuola razionalista, che tende a forme estremente pure e geometriche, ove ogni elemento esiste in ragione della sua funzione.
Es. Disegni di Antonio Sant’Elia (1888-1916), autore del «Manifesto dell’Architettura futurista» (1910).

 
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