Tratto da:
2000 anni di Arte e Architettura
Il cinquecento
Pittura
Di Baio Editore

GIAMBATTISTA TIEPOLO (1696-1770), il più grande pittore del Settecento a Venezia ed in Italia.
Egli si forma sotto l’influsso dei pittori contemporanei veneziani: Gregorio Lazzarini (disegno, teatralità), di cui fu allievo; il Piazzetta (forte chiaroscuro); Sebastiano Ricci (morbide sfumature di figure tra eteree nubi); e del pittore olandese Lys (colore), che aveva lasciate sue opere in molte chiese veneziane.
Ma tutti costoro ebbero più valore di stimolo che di ammaestramento; e valsero più che altro a ricondurre il Tiepolo nell’orbita della grande tradizione coloristica veneziana, specialmente Paolo Veronese.
I dileggiatori e i rivali lo definirono infatti un «bastardo di Paolo»: ritroviamo in lui le morbidezze cromatiche e le fantastiche coreografie del Veronese (dame dai lunghi strascichi, mense sfavillanti, commensali tutti perle e oro, levrieri argentei, buffoni, colonnati, orchestre, ecc.), ma tutto attenuato nelle preziose eleganze settecentesche.
Opere. – 1 – Il Tiepolo fu un grande autore di affreschi decorativi e di pale di altare.
Dipinti già nel palazzo Sandi a Venezia, ora nella Villa Da Schio, a Castelgomberto, con violenti chiaroscuri che rivelano l’influenza del Piazzetta.
Affreschi nel Duomo (Caduta degli angeli ribelli) e nel Palazzo Arcivescovile di Udine, in cui la violenza del chiaroscuro è addolcita da un accostamento all’arte di Sebastiano Ricci.
Affreschi della Cappella Colleoni a Bergamo.
Affreschi della Villa Valmarana a Vicenza, con episodi mitologici (Sacrificio d’Ifigenia, La flotta greca in Aulide, ecc.); letterari (dall’Iliade, dall’Odissea, dall’Eneide, dall’Orlando Furioso e dalla Gerusalemme Liberata); scene cinesi o «chinoiseries», venute in voga con le porcellane cinesi; feste veneziane, dalle quali trarranno spunti felicissimi i pittori di genere.
Soffitto della Chiesa dei Gesuati a Venezia, con il Trionfo di S. Domenico.
Soffitto di Palazzo Clerici a Milano (1), con il grandioso affresco (120 mq.) raffigurante la Quadriga del Sole che illumina il mondo e dà vita alle industrie ed ai commerci.
Apparizione della Vergine al Beato Stock, grandiosa tela nel soffitto della Scuola del Carmine a Venezia.
Trasporto della S. Casa di Loreto, affresco nel soffitto della Chiesa degli Scalzi a Venezia, capolavoro del Tiepolo: di esso può ora vedersi solo il bozzetto, giacchè il soffitto fu distrutto da una bomba austriaca nel 1915.
Madonna e Sante, pala d’altare nella chiesa dei Gesuati a Venezia: nella Madonna si riconosce il tipo formoso della modella Cristina, ma nelle due sante spira un sentimento veramente religioso.
La salita al Calvario, nella Chiesa di S. Alvise a Venezia, una delle pià solenni creazioni sacre del Tiepolo.
L’incoronazione della Vergine, nella Chiesa della Pietà, vasta scenografia, con cortei trionfali e complicazioni ardite di figure esultanti e frementi.
Affreschi del Palazzo Labia a Venezia, con le fastose storie di Antonio e Cleopatra (Convito di Cleopatra, Imbarco di Cleopatra), entro chimeriche architetture disegnate dal quadraturista Mengozzi Colonna.
2 – Tra il 1751 e il 1753 il Tiepolo, coi figli Giandomenico e Lorenzo pure pittori, si recò in Germania, ad affrescare il Palazzo del Principe Vescovo di Würzburg (Storie del Barbarossa, L’Olimpo con le parti del mondo); e nel 1762 in Ispagna, ad affrescare il Palazzo Reale di Madrid (Enea condotto al tempio dell’immortalità, Trionfo della Monarchia spagnuola).
In Ispagna morì nel 1770.

Mobili Veneziani

Il mobile veneziano del Settecento


Collana d'antiquariato che riprende per temi la pubblicazione monografica "Il mobile Veneziano del '700” di Giuseppe Morazzoni Bestetti&Tuminelli, 1927. L'opera in sei volumi è arricchita da interviste e ricerche fatte in Venezia presso i più importanti musei nel 2005. Abbiamo voluto raccontare in queste pagine un momento della storia di Venezia...

ANTONIO CANAL, detto il CANALETTO, di Venezia (1697-1768), uno dei primi vedutisti della pittura italiana.
Egli, continuando l’arguta maniera narrativa del ’400 (Giovanni Bellini, Carpaccio), si dà a riprodurre nitidamente ed obbiettivamente la sua Venezia, animata per mare e per terra.
Protetto dal console inglese a Venezia, si recò a Londra: e durante il suo breve soggiorno molto influì sull’arte inglese successiva.
Opere. – Bacino di S. Marco e Canal Grande (Brera).
Piazzetta di S. Marco, e Riva degli Schiavoni (Coll. Albertini, Roma).
Canal Grande e S. Maria della Salute (Louvre) (1).

FRANCESCO GUARDI, di Venezia (1712-1793), uno dei più grandi vedutisti della pittura italiana.
Anch’egli si dà a riprodurre la sua Venezia, la Venezia festante del Casanova e del Goldoni nei suoi giorni estremi: ma a differenza del Canaletto, piuttosto obbiettivo e freddo, ha un tale senso del chiaroscuro da dissolvere le figure in sfumato, come se trasparissero attraverso un velo di caligine.
Opere. – Laguna (Museo Poldi-Pezzoli, Milano), capolavoro.
Parlatorio delle monache, il Ridotto (Museo Correr di Venezia); Giovedì grasso in Piazzetta (Louvre).

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1 Già dieci anni prima il Tiepolo era stato a Milano, ove aveva affrescato nel Palazzo Archinti (Trionfo delle Arti), ed in Palazzo Dugnani (Storia di Scipione).
1 Antonio Canal non è a confondere col nipote Bernardo Bellotto, detto pur egli il Canaletto (1720-1780), altro famoso vedutista; che ha il merito di aver portato fuori di Venezia e all’estero (Vienna, Dresda, Varsavia) il gusto vedutistico.
Es. Veduta della Gazzada (Brera).

 
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