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Jean BOULOGNE, detto il GIAMBOLOGNA,
nativo della Fiandra (1525-1608), l’ultimo grande scultore fiorentino
del Cinquecento e il primo del Seicento.
Venne in Italia verso la metà del ’500, e conobbe personalmente
Michelangelo: ma il suo stile sa mantenersi quasi del tutto immune dal
michelangiolismo, educandosi su modelli classici e alessandrini ritrovati
in quel tempo (p. 146).
Opere. – Ratto di una Sabina, Ercole che uccide
Nesso (Loggia dei Lanzi), in cui l’agilità delle membra è
sentita, come in genere in tutta la scultura barocca, in funzione del
movimento (cfr. poi Bernini).
Fontana del Nettuno, la più bella fontana monumentale del
’500, capolavoro. La statua del Nettuno ricorda il Laocoonte
e l’Ercole Farnese.
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Opere. –
Ratto di una Sabina, Ercole che uccide Nesso (Loggia dei Lanzi) |
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Statua equestre di Cosimo I, in Piazza della Signoria,
poi modello ai monumenti equestri del ’600. È un vero ritratto
fiammingo in bronzo: non bello il piedestallo e il cavallo corto e panciuto.
Statuine in bronzo, d’argomento mitologico o di «genere»
(Tacchino, Aquila, Zampognari, Mercurio volante, Venere al bagno, ecc.),
distribuite in molti musei d’Europa.
Porte del Duomo di Pisa, che richiamano quelle del Ghiberti:
riquadri con Storie della Vergine, festoni di fiori e frutta, ecc.
Al Giambologna viene anche attribuita la colossale Statua dell’Appennino,
nel Parco di Pratolino presso Firenze: lavoro gigantesco di decorazione,
unico nel suo genere.
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Porte del Duomo di Pisa |
Gian Lorenzo Bernini |
GIAN LORENZO BERNINI, il più grande
scultore del Seicento, che impronta di sè anche la scultura di
gran parte del Settecento fino al sorgere del neoclassicismo canoviano.
Egli è insuperabile nell’abilità di dominare la materia
(marmo, bronzo), costringendola ad esprimere tutta la sua ricchezza fisica
e spirituale.
Opere. – 1 – Possiamo distinguere due periodi:
Periodo classicheggiante, in cui il Bernini risente l’influenza
del padre scultore, educando il suo gusto su modelli classici e alessandrini.
Ma il Bernini barocco è già presente nella tendenza a sentire
l’agilità delle membra in funzione del movimento, e a strappare
al marmo effetti pittorici (chiaroscuro, giochi di luce e di ombra).
Enea ed Anchise, Davide, Apollo e Dafne, Ratto di Proserpina (Gall. Borghese,
Roma): gruppi plastici composti per il Card. Scipione Borghese.
Sono capolavori di virtuosismo stilistico: il Davide è rappresentato
nel momento precedente il lancio del sasso, col volto contratto e il morso
del labbro inferiore; l’Apollo e Dafne è rappresentato nel
momento in cui il Dio (cfr. Apollo del Belvedere) sta per abbracciare
la Ninfa e la Ninfa sta per diventare pianta di alloro; il Ratto di Proserpina
(cfr. Ratto delle Sabine del Giambologna) è forse opera di collaborazione
col padre.
Statua di S. Bibiana, nella Chiesa omonima a Roma, in cui il corpo ancor
si raccoglie entro la linea architettonica della nicchia, ma il groviglio
delle vesti offre pretesto ad impensati giochi di luce.
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Apollo e Dafne |
Estasi di S. Teresa, in S. Maria della
Vittoria a Roma, il capolavoro del Bernini |
Periodo barocco, che ha inizio col Longino
(1638), in una nicchia della crociera di S. Pietro: statua che col gesto
teatrale non si raccoglie più entro la linea architettonica della
nicchia, e col groviglio delle vesti offre pretesto ad uno sfarfallio
di lumetti.
Monumento sepolcrale ad Urbano VIII Barberini (mecenate e amico dell’artista)
in S. Pietro.
La tomba mantiene la forma tradizionale a piramide dei Sepolcri medicei,
ma con maggiori intenti decorativi: in alto la statua sedente del papa
(bronzo) (1), in basso due figure allegoriche, la Giustizia e la Carità;
al centro uno scheletro (bronzo), simboleggiante la morte, che segna il
nome del defunto.
La Verità scoperta dal Tempo (Gall. Borghese), con magnifico nudo
femminile: gruppo simbolico, eseguito dal Bernini ad esprimere la sua
tristezza per la persecuzione subita da parte di Innocenzo X della famiglia
Pamphili-Doria, nemica del defunto Papa e quindi del Bernini medesimo.
Estasi di S. Teresa, in S. Maria della Vittoria a Roma, il capolavoro
del Bernini e della scultura del ’600.
Un angelo, simbolo dell’amore divino, sta per colpire al cuore con
una freccia la santa, la quale si abbandona all’indietro, sopra
un letto di nubi, nell’ebbrezza dell’estasi (2).
L’estasi di S. Teresa incarna mirabilmente gli ideali artistici
(movimento, pittoricismo) e religiosi (spasimo mistico-sensuale) di tutto
un secolo: e in tal senso guardarono ad essa artisti e letterati di ogni
tempo, dallo Stendhal al Taine.
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Monumento sepolcrale ad Alessandro VII,
in S. Pietro |
Statua equestre di Costantino |
Decorazione della gran navata e delle sei cappelle laterali
della Basilica di S. Pietro: superfici immense, ricoperte da un intarsio
policromo a rilievi: angeli, putti, ritratti di pontefici, colombe simbolo
dei Pamphili, ecc.
Cattedra di S. Pietro, nell’abside della Basilica, complesso architettonico-plastico,
in cui sono profuse tutte le risorse dello stile barocco: linee serpentine,
raggiere d’oro, masse di nubi, statue colossali di Dottori della
Chiesa, policromia di marmi e di metalli, ecc.
Monumento sepolcrale ad Alessandro VII, in S. Pietro, di forma analoga
a quello di Urbano VIII, ma molto più scenografico: un panno ricopre
tutta la parte inferiore, e da esso esce uno scheletro simboleggiante
la morte.
Statua equestre di Costantino, nel vestibolo del Vaticano, coll’audace
innovazione del cavallo sfrenato nel galoppo, e dell’imperatore
riverso nell’estatica contemplazione della Croce: un ampio panneggio
di marmo, dietro il gruppo equestre, riduce quasi la figurazione a bassorilievo.
Statua della beata Ludovica Albertoni, nella Chiesa di S. Francesco a
Ripa, che riprende il tema della S. Teresa (spasimo mistico-sensuale),
ma con un insieme più teatrale: lettuccio, capo rovesciato sul
cuscino, ecc.
2 – Il Bernini fu anche un grande autore di busti-ritratti, ricchi
di movimento e di pathos, in cui divenne maestro a due secoli.
Anche in essi egli cerca fuggire il greve senso della «posa»,
per donare espressione al movimento psicologico.
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Busti (due) del Card. Scipione Borghese
(Gall. Borghese) |
Busto del Card. di Richelieu (Louvre) |
Busti (due) del Card. Scipione Borghese (Gall. Borghese).
Busto di Costanza Bonarelli (Bargello) la propria amante.
Busto di Innocenzo X (Gall. Doria, Roma), scolpito dopo la riconciliazione
col papa.
Busto di Fancesro I d’Este (Gall. di Modena).
Busto di Luigi XIV (Versailles), eseguito durante il breve soggiorno in
Francia.
Busto del Card. di Richelieu (Louvre).
Busto del medico papale Fonseca, nella Chiesa di San Lorenzo in Lucina,
a Roma.
3 – Il Bernini fu anche un grande autore di fontane.
Fontana del Tritone, in Piazza Barberini, cosidetta per il tritone che
è sulla vaschetta.
Fontana dei Quattro Fiumi, in piazza Navona, cosiddetta per le immagini
dei quattro fiumi giacenti sopra un ammasso informe di rocce, tra animali
e piante esotiche, e dominati da un obelisco: il bozzetto valse al Bernini
la stima e l’amicizia di Innocenzo X.
Fontana del Moro, in Piazza Navona, cosiddetta dal moro che stringe un
tritone.
Fontana di Trevi, il cui disegno fu realizzato molto tempo dopo dal romano
Nicola Salvi (1).
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Fontana del Tritone, in Piazza Barberini,
cosidetta per il tritone che è sulla vaschetta. |
Fontana dei Quattro Fiumi, in piazza
Navona |
ALESSANDRO ALGARDI, di Bologna (1595-1654),
il migliore scultore del Seicento dopo il Bernini.
Fu allievo dei Carracci, e nel 1625 si portò a Roma ove, dopo la
morte di Urbano VIII e la disgrazia del Bernini, divenne il favorito della
famiglia Pamphili.
Il suo stile, per quanto barocco, tende sfuggire alle forme vertiginose
e pittoriche del Bernini e dei berniniani, ispirandosi ad un sano naturalismo.
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Tomba di Leone XI in S. Pietro
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Innocenzo X, Musei Capitolini |
Opere. – 1 – Manigoldo che
decapita S. Paolo, nella Chiesa di S. Paolo a Bologna, gruppo accademico
che risente l’influenza dei Carracci.
Monumento funebre di Leone XI, in S. Pietro, che ripete lo schema delta
tomba di Urbano VIII: ma è tutto in marmo bianco, ed ha maggiore
compostezza di linea.
Incontro di Leone I con Attila, in S. Pietro, capolavoro.
È un vero bassorilievo pittorico di maniera caraccesca, cui si
ispireranno i decoratori di altari per tutto il ’600 e il ’700.
2 – L’Algardi fu anche un grande autore di busti-ritratti,
in cui al pathos berniniano contrappone un rude realismo psicologico.
Busto del Card. Mulini, in S. Maria del Popolo.
Statua in bronzo di Innocenzo X Pamphili, nel Palazzo dei Conservatori,
di fronte alla statua bronzea di Urbano VIII del Bernini: rivali i pontefici
e rivali gli artisti!
Busto di Donna Olimpia Pamphili, detta dal popolo «la papessa»
per il suo amore agli intrighi (Gall. Doria) (1).
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Incontro
di Leone I con Attila,
in S. Pietro, capolavoro |
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1 È una riduzione di altra colossale statua bronzea del Pontefice,
nel Palazzo dei Conservatori.
2 Il Bernini si è ispirato al racconto stesso della Santa: «Un
angelo teneva in mano un lungo dardo d’oro, che mi pareva avesse
la punta infiammata; e con quello più volte mi trapassava il cuore».
1 Il Bernini fu anche pittore: ci rimane un Autoritratto, nella Coll.
Incisa della Rocchetta.
1 L’Algardi fu anche felicissimo e classico decoratore nella navata
centrale del S. Ignazio, e negli stucchi della villa di Belrespiro sul
Gianicolo.
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