Tratto da:
2000 anni di Arte e Architettura
Il cinquecento
Architettura
Di Baio Editore

BALDASSARE LONGHENA, di Lugano (1598-1682), il più grande, architetto barocco di Venezia.
Il suo stile, per quanto barocco, vive ancora nella tradizione classica (Sansovino, Palladio), e non manca di equilibrio e di compostezza.
Opere. – Chiesa di S. Maria della Salute, a pianta centrale, con grandiosa cupola a cui fanno da contrafforte vigorose volute a forma cli conchiglia.
La facciata ad arco di trionfo si ispira alle architetture del Palladio.
Palazzo Pesaro e Palazzo Rezzonico, i più bei palazzi secenteschi di Venezia, ispirati alle architetture del Sansovino (cfr. Palazzo Correr).
Chiesa degli Scalzi, lasciata interrotta dal Longhena e completata nella facciata da Giuseppe Sardi ai primi del ’700: il più ricco esempio di barocco veneziano.

Baldassare Longhena

Chiesa della salute Venezia

FILIPPO JUVARA, di Messina (1685-1735), il più grande architetto del Settecento in Piemonte e in Italia.
Studiò a Roma, per cui il suo stile, pur derivando dal barocco Guarino Guarini (1), segna la transizione tra il barocco e il neoclassico della seconda metà del secolo.
Fu architetto di Vittorio Amedeo 11 di Savoia, e diede a Torino la sua tipica impronta tra baroaca e neoclassica.

Chiesa della Madonna del Carmine

Via del Carmine 3

La chiesa fu edificata su progetto di Filippo Juvarra (1732-36) e completata da Agliaudo di Tavigliano, Francesco Benedetto Feroggio e Ignazio Birago di Borgaro. La facciata, realizzata nel 1872, fu fedelmente restaurata nel 1955 dopo i gravi danni subiti durante la seconda guerra mondiale.
Nell'abside pregevole Madonna del Carmine di Claudio Francesco Beaumont (1755-60).

Opere. – 1 – Basilica di Saperga, promessa in voto da Vittorio Amedeo II per la liberazione di Torino dall’assedio del 1706.
L’esterno barocco presenta un pronao corinzio, Campanili laterali, e grandiosa cupola (cfr. S. Agnese del Borromini); l’interno, per la decorazione semplice e chiara, prelude al gusto neoclassico.
Chiesa del Carmine a Torino, con l’interno rococò (la facciata è recente): nave unica con cappelle elittiche, coro ricco di effetti scenografici a base di nicchie, profonde finestre, ecc.
Facciata della Chiesa di S. Cristina, con l’esterno rococò: prospetto in curva, adorno di colonne libere, di pilastri, e di un frontone sormontato da candelabri.
Palazzo Madama, adattato ad un precedente edificio medioevale.
L’imponente facciata a colonne è già tipicamente neoclassica; l’interno racchiude un magnifiaco atrio rococò.
Castello Reale di Stupinigi, la più grandiosa costruzione civile dell’Juvara.
La facciata fonde motivi francesi (tetto «alla Mansarde») e italiani; l’interno racchiude un magnifico salone centrale di stile rococò.
2 – Anche la fama del Juvara giunse a tale che fu chiamato in Portogallo e in Ispagna: su suoi progetti sorsero il Palazzo Reale di Lisbona, e la grandiosa Reggia di Madrid, distrutta da un incendio.

LUIGI VAN WITTEL, detto VANVITELLI nato a Napoli da padre olandese (1700-1773), il più grande architetto del Settecento nel Mezzogiorno d’Italia.
Il suo stile, formato alla scuola dell’Juvara, segna la transizione tra il barocco e il neoclassico.

Fu architetto di Carlo III di Borbone, desideroso di affermare con la munilicenza artistica la sua nuova regalità.
Opere. – Completamento di S. Maria degli Angeli a Roma, in cui il Vanvitelli trasforma completamente la pianta centrale di Michelangelo (p. 141) con l’inserzione di una nave trasversa: è abbandonato il principio barocco dell’accentramento spaziale.
Palazzo Reale di Caserta, il palazzo reale più grandioso d’Italia.
La facciata, dotata di un’enorme distesa in lunghezza, è appena ravvivata dai corpi sporgenti al centro e ai lati: un alto zoccolo a bugnato fa da basamento alle lesene e alle colonne del primo piano, motivo caro agli architetti posteriori.
L’interno presenta uno scalone d’onore a cinque salite, di cui due a tenaglia: il parco è come un giardino fatato, in cui si moltiplicano le cascate, le fontane, e i giuochi d’acqua.

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1 Guarino Guarini, modenese (1624-1683), padre teatino, il più grande architetto del Seicento in Piemonte.
Sue Opere sono: la Cappella del Sudario, nel Duomo di Torino, con la bizzarra cupola a lanterna, di ispirazione borrominiana; la Chiesa di S. Lorenzo, eccessivamente decorativa; il Palazzo dell’Accademia delle Scienze; il Palazzo Carignano, con la facciata ondulata e le finestre dalle barbare incorniciature; e il grandioso Castello di Racconigi.

 
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