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GIAN LORENZO BERNINI, nato a Napoli (1598-1680),
il più grande architetto del Barocco («Michelangelo del Barocco»).
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Autoritratto
Gian Lorenzo Bernini
(Napoli, 7 dicembre 1598 – Roma, 28 novembre 1680)
è stato un architetto, scultore e pittore italiano |
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Durante la sua lunghissima vita servì otto papi,
e potè dare a Roma la sua grandiosa impronta barocca.
Il suo stile, per quanto barocco (colorito, mosso, scenografico), vive
ancora nella tradizione classica, e non manca di equilibrio e di compostezza.
Opere. – 1 – Baldacchino di S. Pietro,
la più grande opera in bronzo scolpito che si conosca.
Fu fatto con bronzo tolto dai lacunari del Pantheon per ordine di Urbano
VIII, donde il detto popolare «Quod non fecerunt barbari, fecerunt
Barberini».
Il Bernini concepì quest’opera, più che architettonicamente,
come puro gioco plastico-pittorico di luce, ottenuto col movimento di
masse: colonne tortili, cornicioni ricurvi, angeli in alto, ecc.
All’ambiente creato dal Baldacchino occorreva qualche grandiosa
risonanza: perciò il Bernini scavò nei pilastri della cupola
quattro grandi nicchie, con statue alte 5 metri.
Palazzo
Barberini, il più fastoso palazzo del
Seicento romano, già iniziato dal Maderna. |
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Il Bernini costruì la parte anteriore: triplice
loggiato centrale, avamposti laterali per arricchire il giuoco dei chiaroscuri
(cfr. già Villa della Farnesina).
Il Borromini costruì la parte posteriore e la rampa.
Palazzo di Montecitorio (Camera dei Deputati), con la
facciata piegata ad onda e il monumentale atrio a colonne.
Colonnato di S. Pietro (1656-1668), capolavoro, l’opera
più monumentale di Roma.
Sono due immense ali, che, dopo un primo tratto rettilineo,
si aprono a semicerchio: ogni ala è formata da quattro file di
colonne doriche, che reggono un cornicione coronato da balaustre e da
96 statue.
Si vuole che il Bernini si ispirasse, per il movimento della pianta, al
motivo della Provvidenza che protende le braccia ad accogliere i fedeli
(1).
Scala regia. in Vaticano, una delle più grandi
scalinate che siano mai state ideate: con prospettiva ascendente di colonne,
che si avvicinano verso il fondo (cfr. già Borromini nel palazzo
Spada).
Chiesa di S. Tommaso a Castel Gandolfo, a pianta greca e cupola.
Chiesa dell’Assunta ad Ariccia,
a pianta circolare, pure a cupola.
Chiesa di S. Andrea del Quirinale, pianta ovale, con cappelle formanti
quiete zone di ombra: uno degli esempi più belli di linee architettoniche
in movimento.
2 – La fama del Bernini giunse a tale che Luigi XIV lo chiamò
in Francia, perchè attendesse alla costruzione del Louvre: ma nonostante
le accoglienze trionfali, i suoi disegni non furono attuati.
Notevole tuttavia l’impulso che la sua venuta diede alla architettura
francese di questo secolo.
FRANCESCO BORROMINI, di Bissone nel Canton Ticino (1599-1667),
nipote del Maderna, emulo e rivale del Bernini.
Il suo stile è veramente barocco (linea curva e capricciosa, accartocciamenti,
rientranze, ecc.), e completamente fuori della tradizione classica: ma
non manca di grazia e di eleganza.
La sua efficacia fu sentita specialmente nel ’700,
quando il Barocco si alleggerì nelle eleganze del Rococò.
Opere. – Colonnato di Palazzo Spada, di carattere
ancora cinquecentesco e maderniano, ma con le ultime colonne avvicinate
per aumentare il senso della profondità.
Chiesa di S. Carlo alle Quattro Fontane, a pianta elittica
e cappelle radiali, massima affermazione del Borromini barocco.
La facciata presenta per la prima volta l’ondulazione della parete,
con conseguente spostamento della colonna dalla posizione normale retta
a quella obliqua: motivo poi tipico di molti edifici barocchi.
Da notare pure la curiosa «garretta», sormontata da una «tabella»
ovale, nel centro della facciata; il campaniletto con coronamento a pagoda;
e una cupola di assai bizzarra decorazione.
Palazzo di Propaganda Fides e Oratorio dei Filippini, altri esempi di
facciata ondulata.
Chiesa di S. Agnese a Piazza Navona, capolavoro.
La facciata presenta la solita parete ondulata, campanili laterali elittici
sormontati da cappelli cinesi, e grandiosa cupola.
Si comprendono perciò le censure mosse a questa facciata dai gelidi
classicisti della fine del ’700.
Chiesa di S. Ivo alla Sapienza, uno dei più
stravaganti edifici di Roma.
L’esterno presenta una facciata ricurva, e una cupola su tamburo
che ricorda il pinnacolo di una pagoda; l’interno arieggia, nel
senso dell’altezza, la forma dell’ape araldica dei Barberini.
Campanile di S. Andrea delle Fratte, in cui da un ripiano
quadrato si passa ad uno circolare, e ad un altro puramente plastico di
cariatidi, guglie e spirali.
Restauro della Basilica di S. Giovanni in Laterano, cui il Borromini tolse
definitivamente il carattere tradizionale, per improntarla alla grandiosa
fastosità del barocco.
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1 L’effetto scenografico fu più tardi arricchito dalle grandi
Fontena del Maderna, e dall’Obelisco del Circo di Nerone.
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