|
JACOPO ROBUSTI, detto il TINTORETTO
(1518-1594), discepolo di Tiziano, ma ammiratore di Michelangelo.
Egli si preoccupa di operare la sintesi tra la scuola romana e quella
veneziana («il disegno di Michelangelo ed il colore di Tiziano»):
sintesi che egli crede realizzare mediante la luce (le sue pitture portano
sempre dei centri generatori di luce: aureole, lampade, ecc.), la quale,
investendo violentemente le figure, ne rileva il disegno e ne accende
il colore.
Tintoretto – all’opposto del Veronese e alla maniera del Tiziano
– predilige le composizioni ricche, grandiose, intensamente drammatiche:
per la tendenza all’arduo, all’intentato, al gigantesco prelude
al barocco.
Opere. – –- Possiamo distinguere due gruppi:
Gruppo religioso, in cui tre sono le maniere attraverso
cui passa l’arte del Tintoretto:
a) MANIERA TIZIANESCA: drammaticità e contrasti di colore.
Deposizione (Accad. di Venezia), la più appassionata delle Deposizioni
del Tintoretto.
Miracolo di S. Marco che libera uno schiavo dalla tortura (Accad. di Venezia),
detto il Miracolo di Tintoretto: opera giovanile tipicamente tizianesca,
ma in cui è.già da notare lo scoppio vivo di luce attorno
al Santo (1).
b) MANIERA MICHELANGIOLESCA, in cui i contrasti di colore cedono innanzi
ad intonazioni calme, bionde, diffuse, in cui meglio risalta il gioco
dei chiaroscuro.
Grandi tele di S. Maria dell’Orto, ove l’artista stesso è
sepolto: tra esse il grandioso Giudizio Universale, alto 25 m., con uno
spaventoso turbine di dannati che precipitano verso la barca di Caronte.
c) MANIERA PERSONALE (dopo il 1560), in cui – attenendosi più
sentitamente agli effetti di luce e di ombra – tende a eliminare
la nota del colore.
S. Marco salva dal naufragio un saraceno (Accad. di Venezia) e Ritrovamento
del corpo di S. Marco (Brera), in cui la personalità del Tintoretto
appare completa.
Grandi tele della Scuola di S. Rocco, con Storie del Vecchio e del Nuovo
Testamento, tra cui l’impressionantissima Crocefissione, Cristo
davanti a Pilato, Andata al Calvario, S. Maria Egiziaca.
Tele della Chiesa di S. Giorgio Maggiore, tra cui il Cenacolo, che si
può considerare come la sintesi delle ricerche illuministiche dell’autore:
due sorgenti luminose, la lampada della mensa e il Cristo, incrociano
i loro raggi.
Gruppo mitologico-profano, tra cui più notevoli
i dipinti di Palazzo Ducale, che deve al Tintoretto la maggior parte dei
propri soffitti.
Saletta dell’Anticollegio, che contiene le opere più belle:
Arianna e Bacco (variante nel Museo di Caen), Mercurio e le Grazie, Minerva
che scaccia Marte, Fucina di Vulcano.
Sala del Maggior Consiglio, con l’Apparizione di Venezia a Niccolò
da Ponte, gigantesca tela con cui l’artista intese celebrare l’apotesi
di Venezia; e il Paradiso, capolavoro del Tintoretto, la tela più
vasta del mondo (m 20 x m. 10), con una innumerevole folla di persone
che turbinano intorno al Cristo e alla Vergine.
-----------------------------------------------
1 Esso è il primo dei tre Miracoli di S. Marco, dipinti per la
Scuota di S. Marco: gli altri due appartengono a un periodo successivo
(p. 180).
|