Tratto da:
2000 anni di Arte e Architettura
Il cinquecento
Pittura
Di Baio Editore

ANTONIO ALLEGRI, detto il CORREGGIO, dal paese natale presso Parma (1489?-1534), il più grande pittore del ’500 nell’Italia centrale.
Egli compendia e corona tutte le ricerche quattrocentesche delle varie scuole regionali, e – per il senso della luce e del movimento – apre le porte al barocco.
La sua arte improntata a un idealismo patetico-romantico: concetto molle, femmineo, sensuale, pagano della bellezza: pittore nato della donna e del fanciullo.
Riesce perciò meglio nei quadri profani, e volge al profano anche i quadri religiosi.
Si formò dietro l’esempio del Francia e del Costa (soavità femminea); del Mantegna (arditi scorci di soffitti e vôlte); dei veneti (colore caldo, effetti luminosi), di Michelangelo e di Raffaello (grandiosità, movimento), e soprattutto di Leonardo (chiaroscuro, gruppo piramidale, sorriso demoniaco delle sue donne): del quale ultimo, con Fra Bartolomeo e Andrea del Sarto è il migliore erede.
Opere. – Possiamo distinguerle nei seguenti gruppi:
Opere giovanili, in cui è particolarmente notevole l’influenza dei ferraresi e di Leonardo.
Natività e Adorazione dei Magi (Brera), che hanno l’esile grazia del Costa, ma anche una libertà di composizione e una luminosità nuova.
Madonna col Bambino, detta la Zingarella (Pinac. di Napoli), in cui il Correggio già si affranca dalla soggezione delle scuole, e rende con estrema evidenza il tema della maternità.
Madonna di S. Francesco (Gall. di Dresda), che ripete nello schema la Madonna della Vittoria del Mantegna, ma con maggior libertà di atteggiamenti.
Decorazione di vôlte e cupole. Affreschi della vôlta della Camera della Badessa, nel Monastero di S. Paolo a Parma, in cui il Correggio continua quell’arte di decorare soffitti e volte che abbiamo vista iniziata dal Mantegna nella Camera degli Sposi a Mantova.
La vôlta è affrescata con sei spicchi a pergola (cfr. Madonna della Vittoria del Mantegna), entro cui, da finestre ovali di verzura, si affacciano un centinaio di putti in baldoria.
Affreschi della Cupola di S. Giovanni a Parma, tra cui l’Ascensione di Cristo alla presenza di apostoli michelangioleschi seduti sulle nubi.
Affreschi della Cupola del Duomo di Parma, tra cui l’Assunzione di Maria entro un vortice di Angeli sgambettanti.
Grande è l’importanza di questa cupola, che segna il trionfo di quella audacissima prospettiva dal «sotto in su» inventata da Melozzo da Forlì e dal Mantegna, e che prelude alle pitture decorative e illusionistiche di soffitti e volte del Sei e Settecento.

Gruppo religioso, genere in cui il Correggio fu particolarmente abbondante.
Madonne, tutte splendide per effetti di luce, dalle quali molto deriveranno lo stesso Rembrandt e i fiamminghi.
Principali:
Madonna di S. Gerolamo, detta il Giorno (Gall. di Parma).
Madonna della Scodella o Riposo nella fuga in Egitto (Gall. di Parma).
Natività, detta la Notte (Gall. di Dresda), capolavoro del Correggio, in cui lo scopo religioso è subordinato a quello tecnico dell’effetto luminoso: irradiazione della luce dal corpo del Bambino al centro del quadro.
Madonna di S. Gioigio e Madonna di S. Sebastiano (Gall. di Dresda).
Notevoli pure i due Sposalizi di S. Caterina (Pinac. di Napoli e Louvre), e la Deposizione (Pinac. di Parma), con la disposizione delle figure secondo una linea diagonale, che diverrà poi comune nel Seicento.
Gruppo mitologico-profano, cui il Correggio attese, pare, negli ultimi anni; e a cui si sentiva più particolarmente inclinato.
Danae (Gall. Borghese, Roma), esempio di classico nudo femminile.
Leda e il Cigno (Berlino), importante per il paesaggio dilagante, inconsueto nell’arte italiana e preannunciante la paesistica fiamminga.
Antiope (Louvre), immersa nel sonno, nella semiluce d’oro della foresta.
Ganimede rapito dall’Aquila, Io baciata da Giove in forma di Nube (Gall. di Vienna), ecc.

 
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