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FRA BARTOLOMEO DELLA PORTA (1475-1517),
che con Andrea del Sarto è il migliore erede dell’arte di
Leonardo (chiaroscuro).
A venticinque anni, atterrito dalla sorte dell’amico Savonarola
di cui ci lasciò un efficacissimo ritratto, si fece domenicano
nel convento di S. Marco.
Il suo stile è improntato a un idealismo mistico, che in un primo
tempo tende al poetico (cfr. Leonardo e l’Angelico, il quale pure
lavorò in S. Marco); e in un secondo tempo, dopo un viaggio a Roma
dove conobbe Michelangelo, al grandioso e il michelangiolesco.
Ricchissimo il senso del colore e del chiaroscuro appreso da Leonardo
e dai Veneziani (fu a Venezia nel 1508), per cui con Andrea del Sarto
si può considerare uno dei più potenti coloristi della pittura
fiorentina del ’500.
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Fra Bartolomeo, Cristo ed in quattro evangelisti, Galleria
Palatina (Palazzo Pitti), Firenze
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Opere. – Santi, Madonne, Sacre
Conversazioni, numerose e spesso col motivo piramidale di Leonardo.
Giudizio Universale (Uffizi), affresco interessante come trapasso al ’500:
deriva dall’Angelico (ingenuità) e dal Signorelli (nudi);
e molto influì su Michelangelo (Cappella Sistina) e su Raffaello
(Disputa del Sacramento).
Visione di S. Bernardo (Accademia di Firenze), che ricorda l’analogo
quadro di Filippino Lippi: ma maggiore ne è l’enfasi, secondo
la tendenza grandiosa e oratoria del ’500.
Madonna e due santi, nel Duomo di Lucca, in cui appare l’influenza
del colorismo veneziano e di Michelangelo.
Notevole il motivo del baldacchino sorretto da due angeli, tipico nell’arte
del frate, allo scopo di ottenere l’illuminazione della figura non
più dall’alto ma dai lati.
Deposizione (Pitti), capolavoro del colorismo e della scienza compositiva.
ANDREA D’AGNOLO, detto ANDREA DEL SARTO,
fiorentino (1486-1531), che molto deriva da Fra Bartolomeo.
Il suo stile è improntato a un idealismo pseudo-mistico (Andrea
non fu intimamente religioso come Fra Bartolomeo), che tende ora al patetico,
ora al grandioso e al michelangiolesco (1).
Ricchissimo anche in Andrea il senso del colore e del chiaroscuro, maggiore
che in Fra Bartolomeo; per cui si può considerare il più
potente colorista della pittura fiorentina del ’500, che molto si
avvicina ai grandi veneziani.
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Andrea del Sarto, L’Annunciazione, 1512-13
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Opere. – Possiamo distinguerle in due categorie:
a) affreschi – Affreschi nell’atrio della Chiesa dell’Annunziata
in Firenze, dipinti a due riprese: Storie di Filippo Benizzi (1510), scene
soavi con paesaggi pieni di poesia; Natività della Vergine (1514),
interessante per la fedele riproduzione dei costumi fiorentini del tempo
(cfr. analogo affresco del Ghirlandaio in Santa Maria Novella): la figura
centrale è la moglie Lucrezia del Fede, dall’artista riprodotta
in molte Madonne, e in un ritratto al Museo del Prado.
Affreschi nel Chiostro della Compagnia degli Scalzi, con storie di S.
Giovanni Battista e figure delle Virtù teologali, in cui Andrea
dà la massima prova della sua abilità chiaroscurale (Es.
Visitazione).
Madonna del Sacco, cosiddetta dal sacco su cui si appoggia S. Giuseppe,
lunetta nel Chiostro dei morti alla Annunziata: la più celebre
Madonna di Andrea.
b) tavole ad olio, in cui Andrea è in genere meno felice che negli
affreschi.
Madonne e Sacre Famiglie, in cui è adottata generalmente la disposizione
piramidale: capolavoro la Madonna delle Arpie (Uffizi), cosiddetta dalle
due arpie del piedestallo.
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