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L’architettura del Cinquecento differisce da quella
del Quattrocento perchè va attenuandosi il senso decorativo quattrocentesco,
e prevale un senso più grandioso, sintetico, massiccio, monumentale
del classico.
DONATO BRAMANTE, di Monte Asrualdo, presso Urbino (1444-1514)
il primo grande architetto cinquecentesco.
Passò la gioventù alla corte di Federico da Montefeltro,
ove conobbe e subì l’influenza di Luciano Laurana (in architettura)
e di Pier della Francesca (in pittura) (1): in architettura subì
anche l’influenza dell’Alberti e del Sangallo.
Il suo stile classico e sereno («arte per arte») è
l’opposto di quello personale e drammatico («arte per la vita»)
di Michelangelo.
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Donato Bramante
Tempietto di S.Pietro, roma
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Opere. – Possiamo distinguere due
periodi principali:
Periodo lombardo o quattrocentesco, presso la corte di Lodovico il Moro,
a Milano, in cui il Bramante indulge un poco al gusto decorativo lombardo.
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Adattamento
della Chiesa e
Sacristia di S. Satiro, a Milano. |
CORTILE DELLA ROCCHETTA
- Secondo piano |
CORTILE DELLA ROCCHETTA
- Primo piano |
Adattamento della Chiesa e Sacristia di S. Satiro, a Milano.
Cortile della Rocchetta, al Castello Sforzesco di Milano.
Chiostro di S. Ambrogio, che ricorda il Palazzo di Urbino:
vi appaiono il pulvino sulle colonne e decorazioni in terracotta lombarda.
Due colonne sono a forma di tronco d’albero diramato, bizzarra allusione
all’emblema del duca, il gelso moro.
Chiostro dei Cistercensi (ora Università Cattolica), presso S.
Ambrogio.
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Coro e Cupola di S. Maria delle Grazie, capolavoro di
questo periodo: proporzioni monumentali, per quanto permangano
motivi decorativi lombardi (gallerie, ecc.).
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Coro e Cupola di S. Maria delle Grazie, capolavoro
di questo periodo: proporzioni monumentali, per quanto permangano motivi
decorativi lombardi (gallerie, ecc.).
Facciata del Duomo di Abbiategrasso, con imponente arcone (cfr. Alberti),
lasciata interrotta per la partenza del Bramante da Milano.
Periodo romano o cinquecentesco, in cui il Bramante tende
alla grandiosità classica.
Chiostro di S. Maria della Pace, costituito da due loggiati, di cui l’inferiore,
con pilastri a lesene addossate (cfr. già Colosseo), è di
pieno gusto cinquecentesco; e il superiore, con pilastri architravati
alternati a colonnine poggianti in falso (cfr. bifore di S. Maria delle
Grazie), è ancora di gusto quattrocentesco.
Tempietto rotondo di S. Pietro in Mortorio, monumentale nella sua piccolezza,
con cui il Bramante trova compiutamente sè stesso: anello di colonne
doriche, cupola emisferica, ornamentazione quasi nulla.
Progetto di ricostruzione di S. Pietro. La vecchia basilica era ormai
cadente e non più bastevole all’afflusso dei fedeli, per
cui già da tempo si era pensato alla sua ricostruzione (1).
Giulio II, nato Giuliano della Rovere (Albisola,
5 dicembre 1443 - Roma, 21 febbraio 1513), fu Papa dal 1503 alla
sua morte. Noto come "il Papa guerriero", fu uno dei
più grandi pontefici del Rinascimento.
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Giulio II, anche per il fatto che la vecchia basilica
era incapace ad accogliere nell’abside il proprio monumento sepolcrale
affidato a Michelangelo, si rivolse al Bramante; il quale ideò
una chiesa a pianta centrale, con cupola grandiosa e piuttosto bassa sul
tipo di quella del Pantheon e dell’Alberti (più che quella
gotica del Brunelleschi), fiancheggiata da quattro cupolette laterali,
e con quattro campanili sugli angoli estremi (cfr. S. Lorenzo a Milano).
Il complesso rappresentava il trionfo di quel sistema a pianta centrale
e cupola, cui aspirava il Rinascimento: il motivo estetico prevaleva su
quello religioso della pianta basilicale.
L’opera fu iniziata nel 1500, ma fu interrotta dopo circa un decennio
per la morte del Papa e di Bramante.
Cortile di S. Damaso e Cortile del Belvedere, che dovevano servire a collegare
in corpo unico le diverse aggiunte edilizie che i vari pontefici avevano
fatto sul Colle Vaticano.
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Il Cortile
di S. Damaso è un rettangolo di loggiati, decorati ad ordini
sovrapposti |
Il Cortile di S. Damaso è un rettangolo
di loggiati, decorati ad ordini sovrapposti (cfr. già
Teatro di Marcello, Colosseo, e Palazzo Rucellai dell’Alberti).
Il Cortile del Belvedere, cosiddetto perchè serviva a collegare
con gli altri edilizi la Palazzina del Belvedere, costruita da Innocenzo
VIII al di là di una stretta valletta, presenta anch’esso
due ordini di loggiati costruiti ai margini della valletta.
Di questo cortile fa parte anche il Cortile
della Pigna: con gigantesco nicchione, che ricorda le esedre delle
Terme romane
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Di questo cortile fa parte anche il Cortile della Pigna:
con gigantesco nicchione, che ricorda le esedre delle Terme romane.
Modello della S. Casa di Loreto, concepito con sobria grandiosità,
e poi sovraccaricato dagli scultori che l’ornarono.
Palazzo Caprini, poi dimora di Raffaello, il primo tipo di palazzo cinquecentesco.
L’edificio è andato distrutto, e se ne conserva il disegno:
sopra un primo piano a bugnato, che serviva come di basamento, si elevava
un secondo piano a superficie liscia, con colonne binate (1).
RAFFAELLO SANZIO, da Urbino (1483-1526),
grande amico e il maggior discepolo di Bramante.
Il suo stile di architetto è schiettamente bramantesco, come è
rilevabile anche dalle finte architetture dei suoi quadri (Sposalizio
della Vergine, Scuola d’Atene, ecc.), che è probabile il
Bramante stesso abbia disegnato
Opere. – Disegno del Palazzo Pandolfini,
a Firenze: doveva risultare da due edifici laterali congiunti da un altro
più basso, con magnifica porta a bugnato: ma uno solo degli edifici
fu costruito.
Caratteristico il nuovo tipo di finestra quadrangolare, che sorregge un
frontispizio alternatamente triangolare e semicircolare, poi molto diffuso
nel ’500.
Chiesetta di S. Eligio degli Orefici, a Roma, elegante oratorio a cupola.
Il nome della chiesa ricorda ancora oggi
che essa fu commissionata nel XVI secolo dalla ricca corporazione
degli orefici. Il progetto originale è opera di Raffaello
che, come il suo maestro Bramante, amava le forme monumentali
ispirate alle rovine dell’antica Roma. L’influenza
di alcune opere del Bramante, come il coro di Santa Maria del
Popolo, è evidente nei prospetti e nel disegno sobrio degli
archi e dei pilastri. La cupola di Sant’Eligio è
attribuita a Baldassarre Peruzzi, mentre la facciata fu aggiunta
all’inizio del XVII secolo da Flaminio Ponzio. Tra i diversi
pittori che decorarono gli interni nel XVI secolo, vi fu Taddeo
Zuccari, che lavorò anche a Palazzo Farnese
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Capello Chigi, in S. Maria del Popolo, costruita per Agostino
Chigi, munifico e potentissimo banchiere senese.
Ha pianta ottagonale, e decorazioni in pittura e scultura secondo un unico
progetto.
Palazzo Branconio d’Aquila, distrutto nel ’700, ma importante
per l’introduzione di un mezzanino sopra le finestre principali
(cfr. poi Palazzi barocchi).
Palazzo Vidoni-Caffarelli, molto simile a Palazzo Caprini del Bramante.
Fabbrica di S. Pietro, in cui Raffaello alla morte dell’amico successe
nella direzione dei lavori.
Egli propendeva per la croce latina (cfr. sfondo architettonico della
Scuola d’Atene), come poi Giuliano da Sangallo: precorrendo in tal
modo il tipo della chiesa longitudinale dell’arte barocca (Vignola).
BALDASSARRE PERUZZI,senese (1481-1537), uno degli ultimi
discepoli di Bramante.
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Baldassarre
Peruzzi
La cappella di S.Elena.
Basilica S.Croce in Gerusalemme, Roma |
Opere. – Lavorò in giovinezza
a Siena (Oratorio di S. Caterina, Bastione di Porta Pispini, Palazzo Pollini)
ed a Bologna (Palazzo Albergati), ma i suoi capolavori sono a Roma.
Palazzo Massimo, detto delle Colonne, importante
per la facciata convessa, ornata di bugne liscie non interrotte
da divisioni, e fornita di finestre rettangolari: il cortile presenta
due ariose loggie architravate, conferenti spazio alla strettezza
del luogo. Fabbrica di S. Pietro, in cui il Peruzzi successe a
Raffaello nella direzione dei lavori.
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La Farnesina, costruita per Agostino Chigi, tipo ideale
di villa cinquecentesca.
È un edificio a due piani, con lesene doriche, e con due graziosi
avancorpi: architettura di tanto spontanea grazia che il Vasari la ebbe
a dire «non murata, ma veramente nata».
Palazzo Massimo, detto delle Colonne, importante per la facciata convessa,
ornata di bugne liscie non interrotte da divisioni, e fornita di finestre
rettangolari: il cortile presenta due ariose loggie architravate, conferenti
spazio alla strettezza del luogo.
Fabbrica di S. Pietro, in cui il Peruzzi successe a Raffaello nella direzione
dei lavori.
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1 Il Bramante fu anche pittore, prima di essere architetto:
ed anche in tale qualità mirò ad essere sintetico, grandioso,
monumentale:
Es. Affreschi già della Villa Panigarola-Prinelli, ora a Brera,
raffiguranti uomini d’arme e filosofi antichi.
1 La prima idea di una ricostruzione era venuta a Nicolò V, che
ne aveva dato incarico all’Alberti ed al Rossellino.
I due artisti idearono una chiesa a pianta basilicale, a cinque navate,
con cupola e due campanili sulla facciata: ma i lavori si si interruppero
all’abside per la morte del papa.
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S. Maria della
Consolazione a Todi,
altro capolavoro della pianta circolare a cupola |
1 Non si sa se appartengano a Bramante il Palazzo Riario
o della Cancelleria, e la stupenda chiesa di S. Maria della Consolazione
a Todi, altro capolavoro della pianta circolare a cupola.
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