Tratto da:
2000 anni di Arte e Architettura
Il quattrocento
Pittura
Di Baio Editore

Scuola Fiorentina
1 – Anche nella pittura del Quattrocento possiamo distinguere un duplice indirizzo:
a) idealistico, che fa capo a Masolino (idealismo mistico) e a Filippo Lippi (idealismo mondano): grazia, calma idillica, lirismo, decoratività, ecc.
b) realistico, che fa capo a Masaccio: monumentalità, drammaticità, vita, ecc.
Ma negli epigoni di Masaccio (Andrea del Castagno, ecc.) tale realismo diventa crudo verismo, o meglio realismo scientifico, plastico, di carattere tecnico: anatomia, prospettiva, disegno più che colore, ecc.
2 – La scuola fiorentina estende le sue propaggini in tutta l’Italia centrale: specie nelle Marche (Luca Signorelli) e nell’Umbria (Perugino, Pinturicchio, ecc.).

TOMMASO DI CRISTOFORO FINI, detto MASOLINO DA PANICALE, in Val d’Elsa (1338-1440), capo della corrente idealistica.
Fu discepolo di Gherardo Starnina, giottesco dotato di affettazione gotica, di cui ci rimane la decorazione di una cappella in S. Croce (1).
Il naturalismo di Masolino è ancora impacciato: figure goffe, infantili, affettatamente aggraziate.

S.Anna Materza

Opere. – Affreschi del Battistero e della Chiesa di Castigliana Olona, scoperti nel 1843.
Es. Battesimo di Cristo (Battistero), in cui sono da notare i bei nudi muscolosi e precisi, ritratti dal vero; solo il fiume e le sponde sono resi in modo convenzionale.
Storia di Erode e Salomone (Battistero), in cui la prospettiva, che in Giotto e in Taddeo Gaddi faceva uso d’architetture schematiche e puerilmente approssinutive, acquista maggiore esattezza: porticati e loggie di tipo fiorentino, allungati in profondità, ecc.
Affreschi della Cappella Brancacci, nella Chiesa del Carmine a Firenze.
La Cappella Brancacci si può considerare il museo della pittura fiorentina del ’400: vi lavorarono, oltre Masolino, anche Masaccio e Filippino Lippi, e qui vennero ad ispirarsi i maggiori maestri della pittura fiorentina, non escluso lo stesso Michelangelo.
Vi troviamo i capolavori di Masolino: Storie di San Pietro (Predica di S. Pietro, Resurrezione di Tabita, Guarigione dello storpio), e la Cacciata di Adamo ed Eva, con nudi derivanti da modelli statuari classici (cfr., sull’opposto pilastro dell’arco d’ingresso, la più drammatica Cacciata di Adamo ed Eva del Masaccio).
Storie di S. Caterina, nella Chiesa di S. Clemente a Roma, affreschi assai guasti dal tempo.
Sono storie di grande candore, dominate da una tragica Crocefissione (parete di fondo), che denota l’in. fluenza del movimentato Masaccio.

FRA GIOVANNI DA FIESOLE, detto il BEATO ANGELICO, per la soavità delle sue figure, nativo di Vicchio di Mugello (1387-1455), ed entrato giovane nell’ordine domenicano.
Fu col Masolino discepolo dello Stamina (1), e da entrambi derivò il suo idealismo mistico: tipi delicati, occhi languidi, architetture aeree, ecc.

Beato Angelico

Opere. – Si possono distinguere in due periodi:
Periodo umbro-toscano, durante il quale l’Angelico vive in Umbria, e poi in Toscana nel Convento di San Marco.
È un periodo estremamente idealistico e mistico, perchè l’Angelico viene a contatto dapprima con quelle correnti da cui sarebbe uscito il misticismo della scuola umbra, e poi col Masolino della Cappella Brancacci: ma il suo colorito è molto più vivace (spec. azzurro e carminio su sfondo d’oro, secondo la tradizione medioevale) e la prospettiva più progredita.
Es. Annunciazione di, Cortona, motivo poi spesso ripetuto.
– Affreschi nel Convento di San Marco (chiostro, celle, ecc.) a Firenze, con scene della Passione di Cristo, tra cui la monumentale e drammatica Crocefissione nella Sala del Capitolo.
Tavole nel Museo del Convento di San Marco, tra cui l’Incoronazione della Vergine, motivo dall’artista prediletto (cfr. Jacopo Turriti nell’abside di Santa Maria Maggiore); la Deposizione (cfr. Deposizione di Giotto); il Giudizio finale, in cui l’Angelico, incantevole figuratore della beatitudine paradisiaca, si rivela incapace ad esprimere il dramma e la violenza infernale (cfr. Giudizio finale di Giotto).
Tabernacolo dei Linaioli, così detto perchè eseguito per la Confraternita dei tessitori di Lino di Firenze, famoso per la bella cornice di aerei e gioiosi angioletti.
Madonnina della Stella, dalla fervida ispirazione e dal vaghissimo colorito.
Periodo romano (dietro invito del Papa Eugenio IV), in cui l’Angelico, a contatto della grande arte classica, acquista un senso più realistico e grandioso della figura e della prospettiva.
Affreschi nella Cappella di Nicolò V in Vaticano, con Storie di S. Stefano e di S. Lorenzo.

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1 Accanto allo Starnina è bene fare auchc i nomi di Gentile da Fabriano e di Vittore Pisano, detto il Pisanello (forse perchè originario di Pisa), che hanno grande importanza in questo periodo come rappresentanti della cosiddetta arte di transizione, e diffusori della medesima nell’Italia centrale e settentrionale.
Entrambi sono dotati di spiccatissime tendenze naturalistiche (volti dei personaggi, paesaggio, animali, ecc.), ma ancora indulgono alla contorta eleganza gotica (figure impacciate, disegno sottile e calligrafico, decorazione esuberante e sfarzosa, ecc.).
Poche delle loro opere ci sono rimaste: ci limiteremo a ricordare, di Gentile da Fabriano, una famosa Adorazione dei Magi (cavalcata, paese collinoso e abbigliamenti sfarzosi, ecc.) agli Uffizi; del Pisanello, San Giorgio e la Principessa, affresco nella Chiesa di S. Anastasia a Verona, con bellissimo scorcio di cavalli.

Pisanello fu anche un grande medaglista alla Corte degli Estensi e dei Malatesta.

 
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