Tratto da:
2000 anni di Arte e Architettura
Il quattrocento
Scultura
Di Baio Editore

BERNARDO GAMBARELLI, detto ROSSELLINO (1409-1464), noto non solo come scultore, ma anche come architetto (1).
Egli porta nella scultura uno stile più architettonico e classico (cfr. Donatello) che decorativo.
Opere. – 1 – Tomba dell’umanista Leonardo Bruni, in S. Croce (1444) che fornisce il tipo della tomba ad arco del Quattrocento.
Il padiglione della tomba gotica trecentesca viene sostituito da un grandioso arco tra due pilastri corinzi, che contiene il sarcofago con la figura del defunto: nell’alto un tondo con la Vergine e il Bimbo, fra due angeli oranti.
L’arco è incorniciato da partiti decorativi (ovuli, festoni ecc.), ma la decorazione è contenuta classicamente nella linea architettonica.
2 – Altri monumenti funebri si trovano a Firenze (Sepolcro della Beata Villana in S. Maria Novella), a Prato, a Pistoia.

ANTONIO GAMBERELLI, eletto ROSSELLINO (1427-1479) fratello e allievo di Bernardo.
Il suo stile – all’opposto di quello del fratello – è più decorativo (cfr. Ghiberti, Desiderio, ecc.) che classico ed architettonico.
Opere. – Tomba del Cardinale di Portogallo, in S. Miniato al Monte; ispirato a quella di Bernardo, ma con maggior senso decorativo: finestra e finta inferriata nel fondo, tendaggi, angeli, ecc.
Una replica di tale monumento, con forse maggior ricchezza decorativa, è la Tomba di Maria d’Aragona, nella Chiesa di Monteoliveto a Napoli.
Adorazione dei pastori, nell’altare della Chiesa di Monteoliveto a Napoli: vero quadro (figure, paesaggi), che ricorda per la lavorazione precisa e minuta il rilievo pittorico del Ghiberti (cfr. anche Adorazione di Filippo Lippi).
Madonna del Latte, in S. Croce, timida e pensosa.
Busto di Matteo Palmieri (Bargello), vigorosamente espressivo.

DESIDERIO DA SETTIONANO (1428-1464), il maggior discepolo di Donatello, ma in cui lo stile architettonico e classico del maestro si allea alla grazia decorativa (cfr. Ghiberti).
Con Desiderio il Rinascimento raggiunge le sue forme ornamentali più squisite: di insuperabile grazia sono le sue figure femminili e i suoi putti, che – a differenza di quelli di Donatello – non sono monelli scapigliati, ma bimbi di buona famiglia.
Opere. – Monumento funebre a Carlo Marsuppini (segretario della Repubblica fiorentina), in S. Croce, ispirato a quello di Bernardo Rossellino, ma con maggior senso decorativo: festone di verzura, putti fiancheggianti e pilastri, ecc.
Tabernacolo della Chiesa di S. Lorenzo, in Firenze.
Madonna col Bambino (Pinac. di Torino), dall’aspetto elegante ed armonioso.
Busto di Gentildonna fiorentina (Bargello), ritratto idealizzato, in cui Desiderio fissa l’ideale fiorentino della femminilità.

LUCA DELLA ROBBIA, fiorentino (1400-1482), capo di una corrente eclettica, che sa contemperare l’idealismo del Ghiberti col realismo classico e sintetico di Donatello.
Anche Luca esordì come orefice, e più tardi si dedicò alla scultura in marmo: ma la preoccupazione di rendere accessibili le sue opere anche alle classi meno abbienti gli fece abbandonare il marino per la ceramica smaltata o maiolica (1).
Opere. – Si possono dividere in due categorie:
Opere in marmo e in bronzo, poche.
Cantoria di S. Maria del Fiore, ora nel Museo dell’Opera del Duomo accanto a quella di Donatello.
Fu eseguita prima di quella di Donatello, ed evidente è la differenza dei due artisti: pagano Donatello, coi suoi monelli scapigliati; mistico Luca coi suoi cantori di chiesa composti e mansueti.
Bassorilievi delle Arti, nella base del Campanile di Giotto (Grammatica, Armonia e Musica, Matematica, Dialettica).
Visibile l’influenza realistica di Andrea Pisano e di Donatello, specie nel simbolo della Grammatica raffigurante una scuola del tempo.
Portelle in bronzo della Sacrestia nord del Duomo, in cui maggiore è la semplicità e l’euritmia che nelle porte donatelliane di S. Lorenzo.
Tomba del vescovo Benozzo Federichi, in S. Trìnita, con l’innovazione della nicchia quadrangolare, contornata da un festone in ceramica di vivissimi colori.
Sulla parete di fondo una Pietà, concepita nel solito stile tranquillo e composto dell’artista.
Opere in ceramica – Verso il 1440 Luca abbandona il marmo per la ceramica smaltata: la coloritura è sobria (bianco avorio su fondo celeste); ghirlande di fiori e frutta cingono i tondi e le lunette (cfr. festoni delle porte del Ghiberti)
Lunette con la Resurrezione e l’Ascensione, sopra l’ingresso delle due sacrestie del Duomo di Firenze: la Resurrezione è la prima terracotta di Luca.
Medaglioni dei 12 Apostoli e dei 4 Evangelisti, sulle pareti e sulla vôlta della Cappella dei Pazzi in S. Croce: con un realismo più crudo del solito (forse li disegnò il Brunelleschi) e un policromismo eccezionale.
Medaglioni con gli stemmi delle Arti, nell’esterno di Orsanmichele, eseguiti in collaborazione col nipote Andrea.
Medaglioni con le Virtù Cardinali, nella Cappella del Cardinale del Portogallo, in S. Miniato al Monte.
Madonne col Bambino, capolavori di Luca, che per la loro idealità precorrono quelle di Raffaello.
Se ne trovano a Berlino, al Louvre, e specialmente a Firenze, come la Madonna delle Rose (Bargello), uno dei primissimi esempi di maiolica a tutto tondo.

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1 Fu architetto dei Sacri Palazzi, specie durante il papato di Pio II Piccolomini: il suo stile si ispira alle grandiose moli romane (cfr. L. B. Alberti).
Edificò il Borgo di Pienza, presso Montepulciano, per commissione del papa suddetto, il quale comprende:
– il Palazzo Piccolomini, che ricorda il Palazzo Rucellai;
– il Duomo, di tipo gotico tedesco (tre navate di pari altezza);
– il Palazzo episcopale e il Palazzo pretorio, del più puro Rinascimento.
I suoi palazzi di Siena (Palazzo Piccolomini, ecc.) si ispirano allo stile fiorentino (Palazzo Rucellai), ma con aggraziamenti propri dello stile senese.

1 Il Vasari ritiene Luca inventore di tale arte: ma sbaglia, perche l’arte della ceramica si può far risalire all’antica epoca romana (Vasi aretini) e all’arte ispano-moresca (l’isola di Maiorca si vuole abbia dato il nome alla maiolica).

 
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