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1 – Il Quattrocento segna il compiuto ritorno alla
natura e all’antichità classica.
Già l’arte di Arnolfo, del Cavallini, dei Pisano, di Giotto
è tutta piena di amore per le bellezze classiche, amore fatto non
solo di nuda imitazione ma anche di originale rielaborazione: è
tuttavia soltanto il Quattrocento e il Cinquecento che dànno a
questa rielaborazione il suo perfetto sviluppo.
Ma mentre il Quattrocento intende il classico sotto forma di linearità,
di eleganza, di decoratività, propri di un gusto che risente ancora
di parecchi residui gotici; il Cinquecento l’intenderà sotto
forma di monumentalità, grandiosità, architettonicità,
proprî di un gusto più signorile ed aulico, scaltrito nelle
raffinatezze della vita di Corte.
Caratteristico del Quattrocento è inoltre lo spirito scientifico,
tecnico: l’arte viene concepita come anatomia, prospettiva, rapporto
di colori, più che espressione di un compiuto stato d’animo.
2 – I centri del Rinascimento sono tre: Firenze, che per mecenatismo
di principi, per ricchezza di famiglie e di popolo, contribuì più
di ogni altra al movimento rinascimentale (Brunelleschi, Alberti, Donatello,
Ghiberti, Masaccio, ecc.); Roma (secolo d’oro di Leone X); e, dopo
il famoso sacco del 1527, Venezia.
Tra il 400 e il 500 dall'Italia parte una nuova
immagine del mondo che non solo cambia il linguaggio delle arti
liberali, ma diventa stile di vita e ridisegna tutta la cultura
materiale. Anche i motivi tradizionali del ferro battuto si trasformano
per adeguarsi alla nuova visione classica dell'architettura....
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