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La scultura gotica continua a reagire al convenzionalismo
bizantino, ispirandosi:
a) a maggior naturalismo. drammaticità, vita: specie per l’importazione
della scultura gotica francese, molto appassionata;
b) a maggiore e più fedele imitazione dell’antichità
classica.
Centro della scultura gotica è la Toscana.
NICOLA PISANO (1206-1280), il primo scultore gotico.
Egli ha il merito di aver saputo rompere definitivamente con la tradizione
bizantineggiante (cfr. Giotto nella pittura), dando vita ad uno stile
di imitazione freddamente classica: forte rilievo, ampio drappeggiamento,
cee.; ma assente è il pathos, il sentimento interiore.
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Nicola Pisano
Duomo di Siena
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Seconde il Vasari, Nicola Pisano derivò il suo
stile da alcuni sarcofagi greci, esistenti ancor oggi nel Camposanto di
Pisa (tra cui un sarcofago con la storia di Fedra e di Ippolito, adibito
per la madre della Contessa Matilde); secondo altri egli fu forse nativo
delle Puglie, per cui la sua arte dovrebbe essere messa in relazione colla
scultura romanica classicheggiante dell’Italia meridionale (p. ???).
Opere. – Pulpito del Battistero di Pisa, di forma
gotica esagonale, ma con archi trilobati a tutto sesto (romanici).
Vi appare per la prima volta il motivo delle cariatidi, sorreggenti gli
spigoli dei 5 riquadri, nei quali è raffigurata la Vita del Redentore.
Evidente in questi rilievi l’influenza classica: come ad es. nella
Natività, in cui il gruppo di Maria e di Anna richiama quello di
Fedra e della nutrice nel sarcofago del Camposanto pisano; ma le figure
sono disposte ancora in modo sproporzionato.
Pulpito del Duomo di Siena, di forma ottagonale, capolavoro.
I 7 riquadri riproducono le stesse Storie del pulpito pisano, con in più
la Strage degli Innocenti ed i Reprobi tormentati dai demoni.
In questi rilievi Nicola Pisano si libera dalla gelida imitazione antica
e fa penetrate un soffio di vita: evidente influsso del figlio Giovanni
Pisano.
Fontana di Piazza a Perugia, di Nicola e di Giovanni Pisano, la prima
fontana del Medioevo.
Il bacino inferiore è opera di entrambi, e costituisce un interessante
documento di allegoria profana (Segni dello Zodiaco, Arti liberali, Origine
dell’uomo, ecc.); quello superiore è di Giovanni, e ripete
motivi già apparsi nei pulpiti di Pisa e di Siena.
ARNOLFO Dl CAMBIO, già noto come grande architetto
(p. 54), seguace di Nicola.
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Arnolfo di Cambio
Ritratto
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Opere. – È creatore di nuovi
tipi artistic:
a) della tomba gotica, costituita da un padiglione a muro, che scende
dall’alto a ricoprire il defunto (cfr. poi tombe a muro del ’400).
Es. Monumento funebre al Cardinale De Bray, nella Chiesa di S. Domenico
di Orvieto.
La tomba è sormontata da una costruzione rettangolare, formata
da un trono della Madonna col Bambino, avente ai lati le statue di S.
Paolo e di S. Domenico.
b) del tabernacolo gotico, costruito da una specie di piccolo tempio gotico,
sormontato da tiburio e da pinnacoli, con frontone triangolare avente
un rosone nel mezzo.
Es. Tabernacoli di S. Paolo fuori le mura e di S. Cecilia in Trastevere
a Roma.
Ad Arnolfo appartiene pure una Statua di Carlo d’Angiò, nel
Museo dei Conservatori in Campidoglio: il sovrano ha l’astratta
espressione di maestà dei ritratti imperiali romani.
GIOVANNI PISANO, figlio di Nicola, il più grande
scultore gotico (1245?-1320).
Si educò in un primo tempo sul gelido classicismo del padre; ma
poi, venuto a contatto con la scultura gotica francese, il suo stile diventa
drammatico, appassionato, tumultuoso.
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Giovanni Pisano
Madonna col bambino
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Opere. – Pulpito di S. Andrea a
Pistoia, di forma esagonale come il pulpito paterno del Battistero di
Pisa, ma co archi trilobati gotici.
I 5 riquadri riproducono le scene del Battistero pisano, ma con un impeto
ignoto al gelido classicismo del padre: come nella drammatica Crocefissione,
in cui la croce è centro di un vortice tumultuoso fra gli astanti.
Pulpito del Duomo di Pisa, di forma decagonale, con quattro cariatidi
(Le Virtù) sorreggenti il pulpito nella parte prospicente alla
navata (1).
I 9 riquadri riproducono gli stessi soggetti del Battistero di Pistoia,
con in più la storia del Battista, ecc.
Madonna col figlio, nel Duomo di Prato, così vigorosa e matronale
da far già pensare a Jacopo della Quercia che nascerà mezzo
secolo dopo, e allo stesso Michelangelo.
ANDREA DA PONTEDERA, detto ANDREA PISANO
(1290-1343), seguace e forse collaboratore di Giovanni Pisano, ma le cui
composizioni, di un realismo meno appassionato di Giovanni, molto risentono
della classica semplicità e dell’equilibrio di Giotto: pochi
personaggi, ritmo di movimenti, ecc.
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Andrea Pisano
Galleria degli Uffizi, Firenze
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Opere. – Porta meridionale del
Battistero di Firenze, in bronzo, decorata con 28 formelle a cornici mistilinee:
di esse 20 rappresentano la Vita del Battista, e 8 contengono figure di
Virtù assise.
Decorazione della base del Campanile di Giotto, capolavoro (cfr. p. 65).
DIFFUSIONE DELLA SCULTURA TOSCANA. – I principali
diffusori della scultura toscana in Italia sono:
Fra Guglielmo da Pisa, seguace di Nicola, che porta gli
insegnamenti del maestro a Bologna.
Arca di S. Domenico, nella Chiesa di S. Domenico a Bologna.
È una cassa, in origine sorretta da cariatidi e sormontata da guglie:
porta istoriate in 6 riquadri scene della vita del Santo.
Pulpito di S. Giovanni Fuorcivitas a Pistoia, in cui Fra Guglielmo torna
allo schema romanico quadrangolare.
La figurazione, distribuita su due piani, è sempre ispirata all’antico,
ma piuttosto grossolana.
Giovanni di Balduccio, pisano, seguace anch’egli di Nicola, che
porta gli insegnamenti del maestro a Milano.
Arca di S. Pietro Martire, in S. Eustorgio a Milano, che riproduce la
forma originaria dell’arca di S. Domenico a Bologna: cassa sorretta
da cariatidi e sormontata da guglie.
Giovanni di Balduccio influenza notevolmente la scultura
gotica dei maestri campionesi, tra cui Bruno da Campione,
autore di un Monumento equestre a Bernabò Visconti nel Museo Archeologico
di Milano, della Tomba di Cansignorio della Scala a Verona, dalla forma
tipicamente piramidale (1), e forse dell’Arca di S. Agostino in
S. Pietro in Ciel d’oro a Pavia.
Tino di Camaino, seguace di Giovanni Pisano, che porta
gli insegnamenti del maestro a Napoli.
Tomba di Maria d’Ungheria, in S. Maria Donna Regina, il tipo più
maestoso e complesso di tomba gotica.
Tombe angioine (Carlo e Maria d’Angiò), in S. Chiara.
Nino Pisano, figlio e seguace di Andrea Pisano.
Egli è sopratutto famoso per le sue dolci Madonne col Bambino,
non più regalmente erette come quelle di Giovanni Pisano, ma umanamente
materne, che preludono alle deliziose Madonne dei Della Bobbia.
Madonna del latte, in S. Maria della Spina a Pisa: una madre che allatta
il bambino.
Jacobello e Pier Paolo Dalle Masegne, fratelli. Il loro
stile è un incrocio della scuola toscana (realismo) con influenze
nordiche (espressione severa, massiccia, robusta).
Statue degli Apostoli, sull’iconostasi di S. Marco a Venezia, molto
vigorosi.
Polittico marmoreo sull’altar maggiore di S. Francesco in Bologna,
capolavoro: segna il trionfo dello stile cuspidale gotico.
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1 Il pulpito attuale è una ricostruzione dell’originale,
perchè questo andò scomposto in occasione dell’incendio
che sulla fine del ’500 danneggiò gravemente la Chiesa.
1 Da ricollegarsi alle Tombe scaligere sono le Tombe dei
glossatori (lettori di diritto dell’Università) a Bologna,
dalla forma di edicoletta.
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