|
CARATTERI DELL’ARCHITETTURA GOTICA IN ITALIA IN
CONFRONTO AL GOTICO DI OLTR’ALPE.
– Caratteri generali. – Il gotico si può
considerare come il naturale svolgimento del romanico.
Il luogo di origine fu la Francia settentrionale (Ile de France), dove
la scarsa luminosità del cielo, costantemente velato dalle brume,
indusse gli architetti ad accrescere il più possibile le dimensioni
delle finestre, verticalizzandole. (1).
Si ebbe di conseguenza che il gotico, pur mantenendo gli elementi di sostegno
del romanico (vôlta a crociera (2) su pilastro (3) e contrafforte),
acquistò alcuni caratteri suoi propri, tra cui principalissimo
l’arco a sesto acuto od ogiva (1), che offre tra l’altro il
vantaggio di far meglio scivolare le spinte verso il basso.
Tale arco era già apparso nei monumenti siciliani come importazione
araba: ma allora aveva una semplice funzione decorativa, mentre ora adempie
ad una funzione statica, struttiva.
Altri caratteri dell’architettura gotica sono:
I – ESTERNO
– prevalenza dei vuoti sui pieni, per l’alleggerimento o eliminazione
degli elementi di riempimento.
Così ad es., le vele delle crociere, le quali hanno importanza
minore dei costoloni delle crociere medesime, sono riempite di nsateriale
leggero; il tratto di muro tra i contrafforti è in genere sostituito
da una sottile trama di nervature, ecc.
– facciata spesso affiancata da due alti torri, traforate e ricche
di decorazioni scultoree: i portali sono fortemente strombati e provvisti
di un pilastro mediano (piantone), che divide in due il vano della porta.
– coronamento dentato della facciata e del muro perimetrale: i contrafforti
terminano in guglie, baldacchini, foglie rampanti (o gattoni), fiori cruciformi.
– ambulacro absidale, che circonda il coro e che non è che
la continuazione delle navate laterali.
– invetriate a colori, istoriate di scene sacre.
– motivi ereditati dal romanico, come porte e finestre a strombo
o a sguancio, ma molto più profonde; finestre a bifora e trifora;
rosone, gallerie (2), esuberante decorazione scultorea, ecc.
II – INTERNO
– navata centrale molto più alta delle laterali: e poichè,
con la scomparsa dei matronei (tutto ciò che limita l’ascensione
dello sguardo viene soppresso), la navata centrale perde il vantaggio
di usufruire delle controspinte delle navate minori, si ricorre ai cosiddetti
archi rampanti o sproni volanti, che puntano contro i fianchi della navata
maggiore e ne trasmettono le spinte ai contrafforti esterni.
– tiburio (o torre-lanterna) poligonale sull’incrocio delle
navate: esso è elevato a guisa di campanile, tantochè il
campanile scompare.
Tali caratteri si ritrovano in tutte le principali costruzioni gotiche,
come in Nôtre Dame de Paris, e nelle Cattedrali di Chartres, Amiens,
Reims, Bourges, Strasburgo.
Il gotico si diffuse assai rapidamente in Europa, adattandosi alle tradizioni
locali: in tal modo, accanto a un gotico francese, si ha un gotico tedesco,
inglese, fiammingo, spagnuolo, italiano, ciascuno dotato di una propria
fisionomia.
Gotico italiano. In Italia il gotico fu introdotto probabilmente
dai monaci cistercensi francesi (1): opera del loro ordine è infatti
la prima costruzione gotica in Italia, la Chiesa dell’abbazia di
Fossanova nel Lazio (1208).
Può darsi tuttavia che il gotico italiano sia uno sviluppa autonomo
del romanico italiano, poichè – come s’è detto
– il gotico si può considerare uno sviluppo razionale del
romanico: Sant’Ambrogio di Milano, verticalizzato, presenterebbe
tutti i caratteri del gotico.
Ad ogni modo in Italia il gotico, col suo verticalismo, non fu mai accettato
nè compreso interamente; esso fu piuttosto:
a) orizzontalizzato, cioè adattato alla grande tradizione classica
(basilicale, bizantina, romanica). Si ebbero di conseguenza:
– archi acuti non così elevati come in Francia;
– navata centrale non molto più elevata delle laterali, e
perciò archi rampanti poco sviluppati o addirittura assenti;
– prevalenza dei pieni sui vuoti: murature solide, contrafforti
molto bene individuati su basamenti massicci, ecc.
b) inteso in modo più decorativo che costruttivo: cuspidi, baldacchini,
guglie, ecc.
Perciò in Italia una netta distinzione tra architettura romanica
e gotica è quasi impossibile.
Nel tredicesimo secolo, le migliori opere in ferro
battuto si trovavano in Francia. I fabbri sapevano di dover creare
qualche cosa in ferro, il cui valore ornamentale si combinasse
con le realizzazioni architettoniche della cattedrale
gotica. Ma, come sempre nell'arte creativa francese, dove egli
ha potuto realizzare qualcosa da solo - che sia al culmine del
Medio Evo o nello stile grandioso di Luigi XIV - appare un tratto
distintamente razionalistico sia nell'architettura che nelle arti
operate...
|
|
|
LE PIÙ BELLE CATTEDRALI, CHIESE ED EDIFICI RELIGIOSI DEL PERIODO
GOTICO IN ITALIA.
Nell’architettura religiosa gotica bisogna distinguere quella monastica
(cistercense, domenicana, francescana) da quella laica o comunale.
Architettura monastica. È in genere caratterizzata dalla scarsa
decorazione dell’esterno, a differenza dell’esuberante decorazione
francese.
1. – ORDINE CISTERCENSE – L’architettura di quest’ordine
presenta uno stile più vicino al gotico francese (verticalismo,
cappelle absidali, ecc.).
Abbazia di Fossanova, già citata.
S. Andrea di Vercelli, con torri sulla facciata come nel gotico francese,
campanile laterale nonostante l’elevato tiburio, archi rampanti
appena accennati.
Abbazia di S. Galgano nella Maremma Toscana, la più bella chiesa
gotica cistercense, purtroppo semidistrutta.
Abbazia di Chiaravalle (Milano), costruita interamente in mattoni, secondo
una tradizione costruttiva caratteristica dell’Italia settentrionale.
Campanile di S. Gottardo a Milano, anch’esso costruito interamente
in mattoni e ravvivato da eleganti colonnine e decorazioni marmoree.
Certosa di Pavia, costruita da Gian Galeazzo Visconti.
La facciata, piuttosto inorganica, ma di incomparabile magnificenza per
la decorazione marmorea, fu costruita nel ’400 da Giov. Antonio
Amadeo.
2. – ORDINE DOMENICANO – Le chiese sono in genere più
vaste e imponenti di quelle francescane, perchè si tratta di un
ordine di predicatori: quindi la tendenza a trasformare la chiesa in una
specie di «auditorium».
S. Domenico a Bologna, la chiesa madre.
S. Maria Novella a Firenze, capolavoro dell’architettura domenicana:
caratteristici gli occhi rotondi della navata centrale, invece dei finestroni
gotici.
La facciata nella parte inferiore è gotica, nella superiore è
opera di L. B. Alberti (p. 77).
S. Maria delle Grazie a Milano.
S. Maria sopra Minerva a Roma, l’unica chiesa gotica dell’Urbe.
3. – ORDINE FRANCESCANO – Le chiese sono in genere più
semplici e mistiche di quelle domenicane, dato il carattere di quest’ordine.
S. Francesco d’Assisi, la chiesa madre, capolavoro dell’architettura
francescana.
È formata da due chiese sovrapposte perchè costruita sopra
uno scoscendimento: la chiesa inferiore ha più il tipo romanico
(vôlte basse con archi a tutto sesto), la chiesa superiore è
gotica (moderato verticalismo, finestre a sesto acuto, pilastri a fascio,
ecc.).
La facciata, semplicissima, sarebbe romanica se non vi apparisse il portale
a due archi acuti.
S. Croce a Firenze, che per il suo sensibile orizzontalismo è una
prova della incomprensione degli italiani per il verticalismo gotico.
L’interno presenta pilastri ottagonali, tipo comune a Firenze; e
un caratteristico ballatoio al disopra delle arcate, che annulla lo slancio
degli archi acuti con la sua linea orizzontale.
S. Francesco a Bologna, più fedele al gotico francese: navata maggiore
molto alta, archi rampanti più elevati d’Italia, cappelle
absidali, ecc.
Non sono gotiche nè la facciata, nè il campanile isolato.
S. Antonio di Padova, che presenta tre stili:
a) bizantino: sei cupole sferiche che ricordano San Marco;
b) arabo: campanili che sembrano minareti;
c) romanici: pilastri, facciata a capanna;
d) gotici: archi a sesto acuto.
Cattedrale di Aquileia, in cui il gotico si innesta sul basilicale e sul
romanico (soffitto a carena).
Architettura laica (Duomi, Cattedrali) – È
in genere caratterizzata dall’esuberante decorazione dell’esterno
(cfr. ricchezza e fasto dei Comuni e delle Signorie), a differenza dell’architettura
religiosa.
Cattedrale di Ferrara, la cui facciata presenta due stili sovrapposti:
il piano inferiore è romanico, il superiore col coronamento è
gotico.
Duomo di S. Lorenzo a Genova, la cui facciata accenna al gotico francese:
due torri, di cui fu costruita una sola; portati profondi alla francese,
ecc.
L’interno è essenzialmente romanico: archi a tutto sesto,
matronei di gusto pisano, ecc.
Tanto l’esterno che l’interno presentano una decorazione litotomica
(bande alternate di marini bianchi e neri) di gusto pisano.
|
Duomo di S. Maria
del Fiore a Firenze |
Duomo di S. Maria del Fiore a Firenze, la chiesa gotica
più lunga d’Europa (m. 153).
Vi lavorarono tre architetti:
a) Arnolfo di Cambio, che iniziò la costruzione verso la fine del
’200, secondo 1a pianta basilicale.
b) Francesco Talenti, che costruì l’abside poligonale con
le cappelle radiali.
c) Brunelleschi, che costruì la cupola nel 1421.
L’interno presenta pilastri poligonali (non polistili), ideati dal
Talenti; occhi rotondi nella navata centrale (cfr. S. Maria Novella),
e finestre piuttosto anguste nelle navate laterali; anche qui un ballatoio
corre al di sopra delle arcate.
La facciata, pure in stile gotico, è opera moderna di Emilio De
Fabris (p. 222).
Accanto a S. Maria del Fiore sorge il Campanile di Giotto, l’unica
creazione architettonica di questo artista, che era nato pittore.
Giotto lo condusse fino al primo cornicione, Andrea Pisano lo continuò,
e il Talenti lo condusse a termine, dandogli la meravigliosa trifora dell’ultimo
ripiano e il caratteristico coronamento orizzontale (1).
Tanto il Duomo che il Campanile, per il loro sensibilissimo orizzontalismo,
si distaccano risolutamente dalle forme gotiche, e si riallacciano alla
grande tradizione classica che aprirà le vie all’arte della
Rinascenza.
S. Petronio a Bologna, che – secondo il concetto degli ideatori
– doveva riuscire il tempio più grande della cristianità:
ma per difetti di costruzione si dovette rinunciare all’abside.
Fu edificato sul modello di S. Maria del Fiore, almeno nell’interno
(colonne poligonali del Talenti, occhi rotondi, ecc.), ma molto maggiore
ne è il verticalismo.
Duomo di Orvieto, il capolavoro del gotico italiano, perchè vi
si raggiunge il perfetto equilibrio tra verticalismo e orizzontalismo,
architettura e decorazione.
L’esterno, dovuto al senese Lorenzo Maitani, presenta i caratteri
sopraddetti: degni di particolare rilievo le guglie goticamente slanciate,
e il policromismo dei marmi e dei mosaici.
L’interno è prettamente romanico: la nota gotica si ritrova
solo nella grande ogiva dell’abside.
Duomo di Siena, analogo nella facciata a quello di Orvieto, ma più
decorativo, enfatico, baroccheggiane; vi è spezzato quell’equilibrio
tra architettura e decorazione raggiunto così bene nel Duomo di
Orvieto.
L’esterno è dovuto a due architetti:
a) Giovanni Pisano (p. 62), che costruì la parte inferiore, di
carattere spiccatamente romanico.
b) Giovanni di Cecco, che, ispirandosi alla facciata del Duomo di Orvieto,
terminò la parte superiore a cuspide.
L’interno è prettamente romanico, come il Duomo di Orvieto.
Duomo di Milano, costruito da Gian Galeazzo Visconti e consacrato a Maria
Nascente (1386).
È l’unico tentativo in Italia di architettura gotica straniera,
specialmente tedesca (scarso dislivello tra navata centrale e laterali).
La facciata a capanna è la parte dell’edificio più
impura, perchè accoglie:
a) alcuni finestroni gotici (ad ogiva);
b) alcuni finestroni cinquecenteschi (rettangolari) (1);
c) una loggia napoleonica al centro.
I tre finestroni dell’abside sono i più grandi e i più
belli del mondo; il tiburio, elevatissimo e bizzarro, culminante con la
famosa «Madonnina» dorata, è prettamente gotico (2);
il coronamento è costituito da una serie di pinnacoli e di statue
(circa 2000).
L’interno è una foresta di 52 giganteschi pilastri polistili,
distribuiti in cinque navate: tipicamente gotico il deambulatorio poligonale,
che corre intorno al presbiterio.
Il tutto costruito in marmo di Candoglia, dai riverberi color rosa, che
vince in effetto fantastico le più ricche cattedrali del nord,
costruite in pietra grigia (3).
ARCHITETTURA CIVILE. Nel periodo gotico, coll’affermarsi
dei Comuni e delle Signorie, l’architettura civile raggiunge il
suo splendore.
Palazzo pubblico. – I principali palazzi pubblici sono:
Palazzo Ducale di Venezia, il più antico palazzo pubblico, ricostruito
nella sua forma attuale nel XIV secolo: prototipo dei palazzi gotici di
Venezia.
Presenta un paradosso architettonico, perchè, anzichè alleggerirsi,
si appesantisce verso l’alto: la parte inferiore ha due piani di
arcate gotiche (da rilevare il motivo tutto veneziano dell’arco
ogivale, col rosone quadrilobato dei pennacchi); la parte superiore, a
losanghe di marmo bianco e rosso, è compatta, con rari finestroni
ad arco.
La porta del Palazzo Ducale, detta della Carta, si deve a Giovanni e Bartolomeo
Buon (prima metà del ’400), e rappresenta il più sontuoso
complesso decorativo del gotico veneziano.
Palazzo della Ragione a Padova, in cui si ritrova lo stesso paradosso
architettonico del Palazzo Ducale: un immenso tetto a carena dà
all’edificio un fantastico aspetto di aeronave.
Broletto o Arengario a Como, piuttosto decorativo.
Palazzo Comunale di Piacenza, il più bello della valle Padana:
con grandi finestre a trifore, decorate in terracotta lombarda.
Palazzo Vecchio o della Signoria a Firenze, attribuito ad Arnolfo di Cambio.
Presenta un bugnato rustico, che gli dà l’aspetto di un fortilizio;
un pesante cornicione, caratteristico dell’architettura fiorentina:
torre incorporata nel palazzo.
Palazzo del Podestà (Bargello) a Firenze, anch’esso dall’aspetto
di un fortilizio, ma contenente on meraviglioso cortile.
Palazzo Comunale di Siena, sulla piazza del Campo dalla curiosa forma
di conchiglia ricurva ai margini.
Ha una nota più leggera del Palazzo della Signoria di Firenze,
per le numerose trifore e la snella ed altissima torre (100 m.) detta
del Mangia: al centro un’elevazione merlata.
Palazzo dei Priori a Perugia, con scala esterna e finestre unite.
Palazzi Comunali di Volterra, Pistoia, Orvieto, ecc.
Loggie. – Erano sedi di Corporazioni artigiane o Confraternite religiose.
Sono formate in genere da un vasto loggiato, sormontato talvolta da un
salone.
Loggia degli Osii a Milano.
Loggia dei Mercanti a Bologna, con un caratteristico tabernacoletto gotico
al primo piano.
Loggia della Signoria a Firenze, detta in seguito dei Lanzi perchè
vi stazionava la guardia dei Medici. È attribuita all’Orcagna,
il quale vi raggiunse la perfetta fusione dei due stili:
a) romanico: potenti arconi a tutto sesto, pesante cornicione fiorentino;
b) gotico: colonne poligonali del Talenti.
Loggia di Orsanmichele, già granaio del Comune, ridotta parzialmente
a oratorio con la chiusura del loggiato terreno.
Loggia dei Mercanti ad Ancona.
Loggia di Viterbo, adiacente al palazzo papale, bellissima ma mutilata.
Palazzi privati. – Il gotico vede sorgere, dopo la casa-torre romanica,
il palazzo privato amalgama tra la casa torre (bugnato), e il palazzo
comunale.
Es. Palazzo Doria a Genova.
Palazzi Spini, Davanzati, ecc. a Firenze.
Palazzo Tolomei a Siena.
A Venezia vi sono stupendi palazzi privati, che ripetono lo stesso partito
architettonico di Palazzo Ducale (alternanza di muro pieno e loggiati),
rendendolo, da verticale, orizzontale.
Es. Ca’ d’Oro, di Giovanni e Bartolomeo Buon, capolavoro del
gotico veneziano.
Camposanti. – Il gotico vede sorgere anche il camposanto, edificio
esemplare sui chiostri monastici.
Es. Camposanto di Pisa, forse di Giovanni Pisano.
Consta di un grande recinto rettangolare, che chiude un cortile di elegantissime
quadrifore.
Castelli. – Sono in genere costituiti da un quadrilatero di mura,
circondato da un fossato, e munito negli spigoli di torrioni: una torre
più alta e più robusta, detta mastio, sorge entro il recinto
e serve come centro della difesa.
Es. Castello del Monte presso Andria, costruito da Federico II.
Castel Nuovo a Napoli, costruito da Carlo d’Angiò.
-----------------------------------------------
1 La pinna costruzione gotica è la chiesa dell’Abbazia
di Saint-Denis (1140-1150).
2 Ma la vôlta a crociera, che nei romanico è
quadrata con due costoloni incrociati (quattro spicchi), nel gotico è
talora rettangolare con tre costoloni incrociati (sei spicchi), e prende
il nome di barlongue: inoltre i costoloni, nel punto di incrocio che è
anche il più alto della vôlta, sono tenuti insieme da una
serraglia o chiave di vôlta.
3 Anche il pilastro, che nel romanico è cruciforme, nel gotico
diventa polistilo o a fascio, cioè formato da un fascio di colonnine:
da esso scompare generalmente il capitello, in modo da apparire come il
veri) generatore della vôlta.
1 Dal latino augére, aumentare: ossia arco di aumento, di rinforzo.
2 Le gallerie romaniche si svolgono non solo esternamente, ma anche internamente
alle chiese, ove costituiscono il cosidetto triforio, specie di galleria
che corre sui lati della nave maggiore, e corrisponde per posizione a1
matroneo.
1 L’ordine cistercense è una derivazione del benedettino,
attraverso la riforma avvenuta sul finire del sec. XI per opera di Roberto
di Molesme, a Citeaux in Borgogna.
1 Nel cartone di Giotto, che ancora si conserva, il coronamento era a
cuspide: di tipo quindi prettamente francese
1 Finestre e porte della facciata sono opera di Pellegrino
Tibaldi (sec. XVI).
2 Esso è opera di Giov. Antonio Amadeo, quello stesso che costruì
la facciata della Certosa di Pavia (p. 52).
3 Anche nel Duomo di Milano sono ad ogni modo rintracciabili elementi
orizzontali di sapore latino: gli archi rampanti hanno funzione puramente
decorativa e non statica (funzione statica hanno piuttosto i cosidetti
sproni, semicelati nel tetto delle navate laterali); i contrafforti sono
saldamente profilati su basamenti massicci, secondo il tipo romanico:
i capitelli sono molto sviluppati in altezza, in modo da tagliar la linea
ascensionale delle colonne, ecc.
|