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CARATTERI DELLA SCULTURA ROMANICA IN ITALIA
1 – La scultura romanica tende reagire al convenzionalismo
bizantino, ispirandosi:
a) al naturalismo, specie nell’Italia settentrionale con Benedetto
Antelami.
b) all’antichità classica, specie nell’Italia centrale
e meridionale coi Cosmati.
La tecnica è naturalmente ancora piuttosto rozza: figure impacciate,
assenza di prospettiva, ecc.
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Benedetto Antelami
Battistero di Parma |
2 – Possiamo distinguere un duplice indirizzo:
a) decorativo – Esuberante il senso plastico-decorativo della scultura
romanica: essa non si limita più ai motivi geometrici o alle stilizzazioni
naturali, ma si sbriglia nel combinare figurazioni del mondo vegetale
(tralci di vite, fronde d’albero, ecc.) e del mondo animale (animali
delle favole di Esopo, cervi, leoni, serpenti, demoni infernali, ecc.);
e non si esercita soltanto sulle pareti, ma invade tutte le parti dell’edificio
(facciate, portali, protiri, finestre, capitelli, balaustre. pergami,
ecc.).
Es. S. Ambrogio a Milano, spec. il pulpito ricco e barbarico con un’aquila
per leggio, e il tabernacolo dell’Altar maggiore.
S. Michele a Pavia, coi portali a strombo, fasce di sculture simboliche
sulla facciata,, ecc.
b) figurativo-narrativo – Anche qui varia è l’ispirazione:
storie del Vecchio e del Nuovo Testamento, vite dei Santi, personificazioni
delle Virtù e dei Vizi, e – tipiche di questo genere di scultura
– le figurazioni dei Mesi dell’anno, ognuno dei quali è
rappresentato da qualche operazione caratteristica.
Es. Facciata del Duomo di Parma, con storie della genesi.
Portale maggiore di S. Marco a Venezia, con la figurazione dei mesi dell’anno.
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