Tratto da:
2000 anni di Arte e Architettura
Periodo Romanico
Architettura
Di Baio Editore

LE PIÙ BELLE CATTEDRALI E BASILICHE ROMANICHE DELLA PENISOLA.

Lo stile romanico stella sua purezza si rintraccia solo nel gruppo lombardo-emiliano: nel resto della penisola esso subisce le influenze locali, per cui quasi ogni regione possiede un proprio stile romanico.

Gruppo lombardo-emiliano. – I principali monumenti sono:
S. Ambrogio a Milano, la più antica chiesa romanica, costruita nel secolo IX: di questo tempo rimane l’abside, con la caratteristica decorazione a loggetta e ad archetti ciechi.

Basilica di S.Ambrogio, Milano

Si può considerare come l’archetipo delle chiese romaniche, e presenta tutti i principali caratteri del romanico: da notare tuttavia all’interno i pilastri alternati con pilastrini, l’assenza di transetto, il presbiterio coperto con vôlta a botte, ecc.; all’esterno il quadriportico, la facciata monofastigiata, il loggiato a cinque archi nel piano superiore (invece di rosone), le due torri campanarie ai lati: a destra quella dei monaci, più bassa e più antica; a sinistra quella dei canonici (1).
S. Michele Maggiore a Pavia.

San Michele Maggiore a Pavia

L’interno è simile al S. Ambrogio di Milano (pilastri alternati con pilastrini); l’esterno presenta facciata monofastigiata, ma con spioventi assai più in alto del tetto; quattro contrafforti a fascio che dividono verticalmente la facciata in tre porti; porte con forte strombo; gioco di finestre alternate, semplici e a coppia, circolari e a croce; galleria cieca; e una esuberante decorazione scultorea (1).
S. Maria Maggiore a Bergamo, dal magnifico abside a loggette e finestre a strombo, che rivela influenze pisane.
S. Abbondio a Como, basilica benedettina a cinque navate, alle quali corrispondono sulla facciata cinque divisioni verticali.
S. Fedele a Como, interessante per la genialità della pianta, che risulta dalla fusione di un organismo basilicale con uno a pianta centrale, sul tipo di S. Lorenzo a Milano.
Duomo di Modena (sec. XII), fondato da un maestro Lanfranco e terminato da Anselmo di Campione, capolavoro dell’architettura romanica.
Presenta tutti i caratteri del romanico portati alla loro più elegante espressione: facciata monocuspidata, protiro su leoni stilofori, tipica galleria a trifore che gira intorno al muro perimetrale, rosone, fasce di bassorilievi, bellissima torre campanaria (detta la Ghirlandina, dal loggiato che ne orna la cuspide), ecc.; l’interno presenta pilastri alternati a colonne, ed alto pontile.

Nata al di fuori delle mura e rovinata dal terremoto del 1117, questa importante chiesa fu riedificata negli anni immediatamente successivi.
La facciata in tufo è divisa da una galleria di bifore in marmo rosso, e regge un grande rosone.

Il portale, con protiro sostenuto da due leoni, è scolpito ed elaborato, opera del sec. XII.

Non differiscono molto dallo schema del Duomo di Modena, le Cattedrali di Parma, Borgo S. Donnino, Piacenza.
S. Zeno Maggiore a Verona, molto simile al Duomo di Modena, sia all’esterno (facciata monocuspidata, ecc.), sia all’interno (pilastri alternati a colonne, pontile, ecc.).
Caratteristico il tetto in legno a carena di nave, proprio delle chiese venete.
Duomo di Ferrara, singolare per la facciata a tre cuspidi di uguale altezza.
Lo stile romanico appare solo nella parte inferiore: la parte superiore è gotica, essendo stata la chiesa terminata nel sec. XIV.

Gruppo veneto. – Viene in genere a mancare la vôlta in muratura, sostituita dal tetto in legno (a carena di nave): tende perciò a scomparire il pilastro e il contrafforte, e ritornare la colonna.
Caratteristici, man mano che ci si avvicina a Venezia: gli elementi bizantini (cupole, cupolette, ecc.).

S. Marco a Venezia

S. Marco a Venezia, costruito forse dagli stessi bizantini nell’XI sec.
Vi si possono distinguere tre stili:
– bizantino: pianta centrale a croce greca (cfr. Chiesa dei SS. Apostoli a Costantinopoli); cupole emisferiche (4 sui bracci e 1 al mezzo), abbagliante fastosità dei mosaici, ecc.
– romanico: cinque giganteschi arconi delta facciata ripetuti sotto forma di galleria cieca nel piano superiore.
– gotico: coronamento a guglie, tabernacoli, statue, ecc.

Casinò Venezia Ca’ Vendramin

Basilica di S. Maria e Donato a Murano, dal magnifico abside a due piani di gallerie, su colonne binate; all’interno grosse travi di legno (catene) legano fra di loro gli archi delle navate e del transetto.
Duomo di Torcello, dall’alta iconostasi, che separa i presbiterio dalla chiesa (fr. già in S. Marco di Venezia).
Duomo di S. Giusto a Trieste, in cui ricorrono influssi orientali e ravennati.

Cavalli di San Marco, bronzo fuso a cera persa con doratura, h max 238 cm (datazione incerta tra il
II e il III sec. d.C.).
Uno dei quadri degli Arazzi
della Passione, realizzati tra il 1408 e il 1427 su
disegno di Nicolò di Pietro
Sezione “Mosaici”. Modello
delle fasi costruttive della
Basilica di San Marco.
Veduta d'insieme dei mosaici dal matroneo
dell'Albero della Vergine.
Vista dei mosaici della navata verso il presbiterio.
La facciata della Basilica di S. Marco a Venezia, in una pittura conservata nel Museo.

Gruppo toscano. – 1 – Anche in questo gruppo viene in genere a mancare la vôlta in muratura, sostituita dal tetto in legno: tende perciò scomparire il pilastro e il contrafforte e ritornare la colonna.
Caratteristiche le influenze classiche (sobrietà e semplicità della decorazione esterna, porte e finestre senza strombo, capitelli e colonne lavorati con finezza classica, ecc.); e il policromismo dei marmi (marmo bianco e verde di Prato, rosso di Serravezza), che può essere:
a) litotomico: alternazione di marmi bianchi e scuri in filari orizzontali, senza rispettare le membrature architettoniche;
b) architettonico: rispetta le membrature architettoniche, seguendole e dando loro maggior risalto.
S. Miniato al Monte, capolavoro del romanico fiorentino.

S. Miniato al Monte

Oltre i caratteri sopraccennati, presenta all’esterno una finta archeggiatura nel frontespizio che richiama le gallerie lombarde, e una decorazione litotomica; all’interno il tetto della navata centrale sostenuto – oltre che da cavalletti – da archi trasversali (influenza siriaca).
Battistero di S. Giovanni a Firenze, forse costruito in epoca bizantina (V-VI sec.), poi ricostruito ex-novo nel periodo romanico.
Ha pianta ottagonale, con una sporgenza (specie di abside quadrata) su un lato: la decorazione è litotomica come quella di S. Miniato.
2 – Un particolare sottogruppo del romanico toscano è il pisano-lucchese (1), il cui motivo è rappresentato da un finto portico con vari ordini di gallerie sovrapposte.
Numerosi pure gli elementi orientali (archi con lunghi peducci, arco trionfale a sesto acuto nel Duomo di Pisa, decorazione a losanghe e dischi di maioliche negli archi del finto portico, ecc.) e bizantini (cupola, matronei, ecc.).

Piazza del Duomo
(Campo dei Miracoli)


Piazza del Duomo, chiamata anche Campo dei Miracoli, costituisce uno spettacolare scenario monumentale di singolare bellezza tra i più celebri al mondo.

Qui troviamo il Duomo, il Battistero, la Torre Pendente e il Camposanto

Duomo

Il Duomo, la cui costruzione inizia dal 1063, si presenta con una mirabile facciata
che lascia d'incanto.

L'interno, con l'imponenza delle sue cinque navate, le molteplici colonne, l'abside profonda e il transetto a tre campate, offre stupefacenti visioni di una molteplicità prospettica davvero singolare

Le opere più insigni si trovano radunate in Piazza Camposanto a Pisa:
Duomo di Pisa, costruito da Buscheto e terminato nella facciata da Rainaldo, capolavoro di questo stile.
Ha pianta a croce latina, con cinque navate; da notare all’esterno quattro ordini di gallerie praticabili, all’interno arco trionfale a sesto acuto, matronei a policromismo litotomico, cupola su base ottagonale, ecc.
Battistero, con pianta circolare, in cui si distinguono due stili: romanico nella parte inferiore (finto portico e gallerie sovrapposte), che è opera di Diotisalvi Pisano; gotico nella parte superiore (tabernacoli, cuspidette, ecc.), che è opera di Nicola Pisano.

L'Arcivescovo di Pisa, S.E.R. Mons. Alessandro Plotti
benedice le nuove campane.

ITERUM CONFECTA A.D. MMIV
JOHANNE PAULO II P.P.
ALEXANDRO PLOTTI ARCH.
P. FRANCISCO PACINI OPERARIO

Campanile o Torre pendente, opera di Bonanno Pisano, che per un cedimento del terreno rimase incompiuto e pendente.
Ha forma cilindrica, con sei ordini di gallerie praticabili.
3 – Altri monumenti di questo sottogruppo sono:
S. Martino o Duomo di Lucca, che invece del finto portico presenta un ampio portico a tre grandi archi: anche le gallerie sono più profonde di quelle pisane.
S. Giovanni Fuorcivitas a Pistoia, in cui il finto portico e le loggette scompaiono quasi sotto l’esagerato policromismo litotomico.
S. Maria della Pieve ad Arezzo.

Gruppo dell’Italia centrale (Umbria, Marche. Lazio). – Anche in questo gruppo viene in genere a mancare la vôlta in muratura: tende perciò scomparire il pilastro e il contrafforte e ritornare la colonna.
Caratteristica e sempre più forte l’impronta classica, man mano che ci si accosta a Roma: sopratutto per opera dei cosidetti Cosmati (dal nome di un fondatore o capostipite Cosma), compagnie di costruttori sul tipo di quelle dei maestri comacini, di gusto e ispirazione prevalentemente classica, specializzati nella decorazione di colonne, pavimenti, ecc. mediante mosaico marmoreo a disegni geometrici (cfr. anche p. 41).

1 – SOTTO-GRUPPO MARCHIGIANO.
S. Ciriaco o Duomo di Ancona, che presenta una cupola bizantineggiante (non su pennacchi, ma direttamente su trave), e un grandioso protiro del posteriore periodo gotico.

2 – SOTTO-GRUPPO UMBRO.
S. Rufino o Duomo di Assisi, con lo spartimenro orizzontale della facciata a forti aggetti, tre rosoni (uno sopra ogni porta), e l’abolizione dello sguancio e del protiro.

S. Rufino o Duomo di Assisi

3 – SOTTO-GRUPPO LAZIALE.
S. Clemente e S. Maria in Cosmedin a Roma, ricostruzioni cosmatesche di antiche basiliche: colonne architravate, capitelli ionici, ecc.
Il romanico non attecchisce nella città delle basiliche.
Cattedrale di Civita Castellana, dalla facciata cosmatesca, con portico architravato sostenuto da colonne corinzie e grande arco nel centro (cfr. archi trionfali romani)

Gruppo dell’Italia meridionale (Abruzzi – Campania – Puglie). – Anche in questo gruppo viene in genere a mancare la vôlta in muratura.
Caratteristica l’influenza orientale, sia bizantina (cupolette emisferiche) che araba (archi a ferro di cavallo, archi intrecciati, archi acuti con alti peducci; campanili slanciati come minareti; vivace policromismo, ecc.).

1 – SOTTO-GRUPPO ABRUZZESE.
S. Clemente di Casauria a Tor dei Passeri (Chieti), con una facciata dall’esuberante fantasioso senso decorativo.

S. Clemente di Casauria a Tor dei Passeri (Chieti)

2 – SOTTO-GRUPPO CAMPANO.
Duomo di Amalfi, Duomo di Caserta Vecchia, Duomo di Gaeta, ecc., tutti con forte impronta araba (archi, campanili-minareti, ecc.).

3 – SOTTO-GRUPPO PUGLIESE.
S. Nicola di Bari, la più importante chiesa pugliese, che fornisce il tema a gran parte delle chiese di questa regione (Cattedrale di Bari, Duomo di Bitonto, Cattedrale di Trani, ecc.).
È opera di maestri comacini, per cui forte è l’impronta lombarda: protiro su leoni, lesene, archetti, pilastri cruciformi, matronei, torri laterali, ecc.
Cattedrale di Ruvo, con l’enorme pendio degli spioventi.
Cattedrale di Altamura, con un ricco portale ad arco acuto su leoni stilofori.
Cattedrale di Molfetta, con tre cupole disposte in fila sulla navata centrale.
Cattedrale di Troia, con il gigantesco rosone, forse il più bello d’Italia.

Gruppo siciliano (o normanno). – Anche in questo gruppo viene in genere a mancare la vôlta in muratura.
Caratteristica sempre l’influenza orientale, sia bizantina (cupolette emisferiche, pianta centrale, capitelli con pulvino, mosaici, ecc.), che araba (archi a ferro di cavallo, ecc.); e l’influenza normanna (pianta basilicale).
S. Giovanni degli Eremiti a Palermo, con pianta a croce commissa (tra basilicale e centrale), cinque cupolette emisferiche, campanile pur esso sormontato da cupoletta emisferica.
Molto simile, specie nell’aspetto esteriore (tre cupole), è S. Cataldo.
Cappella Palatina a Palermo (Palazzo di Ruggero II), con sfarzosa decorazione interna, in parte bizantina (mosaici) e in pane araba (archi acuti, vôlta a stalattiti, ecc.).
S. Maria dell’Ammiraglio, detta la Martorana (1), a Palermo, anch’essa notevole per la ricca decorazione interna.
Duomo di Cefalù, con la facciata a due torri laterali (influenza francese o siriaca?); e l’atrio a tre arcate, di cui la centrale a tutto sesto e le laterali ad arco acuto arabo: le colonne portano capitelli con pulvino.
Duomo di Monreale, anch’esso con la facciata a due torri laterali, e un magnifico abside decorato esternamente da un duplice ordine di archi incrociati.
– L’interno ha pianta basilicale, con archi acuti poggianti su pulvino, e sfarzosa decorazione musiva (2).
Duomo di Palermo, molto alterato, ma restano della primitiva chiesa gli archi e le colonne, aonchè la decorazione delle absidi, analoga a quella di Monreale.

I Battisteri romanici. – Hanno in genere pianta ottagonale.
Battisteri di Agliate, di Galliano, di Biella, di Asti, tra i più antichi battisteri romanici (sec. X).
Battistero di S. Giovanni a Firenze (p. 31).
Battistero di Cremona.
Battistero di Parma, opera forse di Benedetto Antelami: ha finto portico con cinque ordini di gallerie sovrapposte, e coronamento gotico.
Battistero di Pisa, di pianta circolare (p. 32).
Battistero di Ascoli Piceno, massiccio e nudo.
Battistero di Pistoia, l’ultimo costruito.

I Campanili = L’uso di suonare le campane per convocare i fedeli alle funzioni rimonta al sec. VI.
I primi campanili sono quelli di Ravenna, di forma cilindrica: ma subito questa forma è abbandonata per la rettangolare: unica eccezione il campanile di Pisa.
2 – Possiamo distinguere quattro tipi di campanili romanici:
a) campanili lombardi. Sono compatti, senza aperture per timore di indebolirne la costruzione; le pareti sono divise in piani orizzontali e verticali.
Es. Campanili di S. Ambrogio a Milano (p. 28).
Campanile di S. Satiro a Milano.

Campanile di S. Satiro a Milano

b) campanili toscani. Sono più decorativi, con aperture a bifore, trifore, e quadrifore in ogni piano.
Es. Campanili di S. Martino e S. Frediano a Lucca.
c) campanili romani. Sono ancor più decorativi, con aperture a bifore in ogni piano, cornici con forti aggetti, e policromie di maioliche, porfidi e marmi antichi.
Es. Campanile di S. Maria in Cosmedin.
d) campanili dell’Italia meridionale. Sono massicci e grandiosi, spesso bizzarri per l’applicazione di forme orientali (minareti, ecc.).
Es. Campanili dei Duomi di Gaeta e di Amalfi.

I Chiostri. – I principali chiostri romanici sono:
Chiostro di S. Saba, il più antico chiostro romanico (sec. XI).
Chiostri di S. Giovanni in Luterano e di S. Paolo fuori le mura (sec. XIII), capolavori dei Vassalletto.
Lo stile di questi due chiostri è fervidamente decorativo, ma non privo di compostezza classica: colonnine binate tortili e lisce, con intarsi marmorei; alta trabeazione riccamente decorata con fregi, sculture, mosaici policromi.
Chiostro dell’Abbazia di Sassovivo (presso Foligno), che imita i due chiostri precedenti, ma con colonnine binate lisce e fredde.
Chiostro dei Cappuccini ad Amalfi, dallo stile del tutto orientale: archi acuti intrecciati, poggianti su esili colonne binate.

Chiostro dei Benedettini a Monreale

Chiostro dei Benedettini a Monreale, anch’esso dallo stile del tutto orientale: archi acuti poggianti su esili colonne binate, lisce o striate: i capitelli, fantasticamente decorati (fogliame, frutta, belve, ecc.), sono tutti dissimili l’uno dall’altro.
In un angolo del chiostro sorge, entro un piccolo recinto, una fontana a fusto, di indicibile grazia.

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1 A Milano sono, della stessa epoca di S. Ambrogio, le chiese di S. Eustorgio, S. Calimero, S. Nazaro, S. Babila, S. Celso, S. Vincenzo in Prato; e il sacello di S. Satiro, di cui però si sono perduti i lineamenti originali.

1 Pavia, che può dirsi una delle città più ricche di opere romaniche, ha pure la chiesa di S. Pietro in Cieldoro, caratteristica per le campate della nave centrale di forma rettangolare (esempio unico nell’architettura romanica), la chiesa di S. Teodoro, ecc.

1 Diffuso anche in Sardegna (Cattedrali di Saccargia, presso Sassari, e di Uta, presso Iglesias), e in Dalmazia (Cattedrali di Traù e di Zara).

1 Fu fatta costruire da Giorgio di Antiochia, ammiraglio di re Ruggero, e donata da Alfonso d’Aragona ad un monastero poco distante, fondato da Eloisa Martorana.

2 Per il chiostro del Donino di Monreale, cfr. p. 37.

 
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