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SARCOFAGI CRISTIANI DI ROMA E DI RAVENNA.
La scultura paleocristiana – come – già l’arte
del mosaico – parte dal realismo classico del periodo catacombale-basilicale
(sec. IV), e va sempre più decadendo verso il convenzionalismo
bizantino: frontalismo, stilizzazione delle figure, simbolismo, ecc.
Essa è in piccola parte statuaria (Statua del Buon Pastore (1)
e di S. Ippolito seduto, nel Museo Laterano; Statua di S. Pietro seduto,
nelle Grotte Vaticane (2)), e in maggior parte sarcofagi.
Sarcofagi di Roma (catacombali e basilicali). –
È difficile, tra i sarcofagi di Roma, distinguere quelli appartenenti
al periodo catacombale e quelli appartenenti al periodo basilicale.
1 – I sarcofagi del periodo catacombale sono in genere opera di
artisti pagani convertiti, o – meno probabile – di artisti
pagani presso cui i cristiani acquistavano marmi già lavorati con
simboli tali che si potessero facilmente volgere a significazione cristiana
Orfeo, Mercurio Psicopompo. Amore e Psiche, la vite di Dioniso, ecc.):
solo in seguito (fine del II sec. e oltre) furono opera di artisti cristiani,
che trattarono di preferenza soggetti tolti dal Vecchio e dal Nuovo Testamento.
I principali sarcofagi catacombali sono:
Sarcofago di porfido del Mausoleo di S. Costanza, ora al Vaticano, magnifico
esempio di sarcofago cristiano, ancora ornato di emblemi tolti dal paganesimo
(genii, ghirlande, tralci di vite, ecc.).
Sarcofago con le storie di Giona, nel Museo cristiano Laterano, a due
piani: nel superiore la Risurrezione di Lazzaro, Mosè che fa scaturire
le acque dalla roccia, scene di pastori, ecc.; nell’inferiore il
mare con pescatori sulla riva, Giona inghiottito e rigettato dal mostro,
Giona che si riposa all’ombra di una zucca.
2 – I sarcofagi del periodo basilicale presentano in genere la partizione
delle scene in due piani orizzontali, e talora anche in sezioni verticali.
I principali sarcofagi basilicali sono:
Sarcofago con due ritratti in una conchiglia (IV sec.), nel Museo Laterano.
Sarcofago di Giunio Basso, nelle Grotte Vaticane, in cui appaiono per
la prima volta scene del Nuovo Testamento (vita di Gesù e degli
Apostoli).
Sarcofago del Buon Pastore tra putti che vendemmiano (IV sec.), nel Museo
Laterano.
Sarcofagi di Ravenna (sarcofagi bizantini). – I
principali sarcofagi bizantini sono:
Sarcofago con Cristo in trono tra gli Apostoli («traditio legis»),
in S. Apollinare in Classe.
Sarcofago dell’arcivescovo Teodoro, in S. Apollinare in Classe.
In quest’ultimo si ha la perfetta stilizzazione dei simboli: al
centro il monogmnmma di Cristo, in mezzo a due pavoni cui sovrastano due
piante di vite (3).
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La porta di S.Sabina |
La Cattedra di
Massimiano |
LA PORTA DI S. SABINA (Roma). È l’unica
porta in legno (forse del V sec.), salvatasi dalla distruzione del tempo
(4).
Fu intagliata a Roma, ma da artisti orientali: i numerosi riquadri rappresentano
scene del Vecchio e del Nuovo Testamento.
In quest’opera 1e note bizantine non appaiono ancora, ma domina
il gusto ellenistico.
LA CATTEDRA DI MASSIMIANO. – È una cattedra
vescovile in avorio, mirabile esempio di intaglio eburneo, che si trova
nell’arcivescovado di Ravenna.
È forse opera di artisti siriaci: la parte anteriore presenta cinque
tavolette raffiguranti il Battista e i quattro Evangelisti; i fianchi
altre lastre con storie del Vecchio Testamento (5).
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1 Forse derivata dalla figura pagana dell’Ermes crioforo, che porta
cioè sulle spalle il capretto.
2 Secondo taluni questa statua non apparterrebbe alla primitiva arte cristiana,
ma a quella medievale (sec. XIII).
3 Un capitolo importante delta scultura bizantina è quello della
scultura decorativa.
Il gusto decorativo bizantino si esercita intorno al marmo e alle materie
preziose (avorii, oro e argento), con procedimenti nuovi e fantastici,
e riducendo quasi la scultura ad intaglio: capitelli a paniere, pulvini,
zoccoli di colonna ornati di tenui rilievi, transenne a disegno geometrico
e a foglie di acanto spinoso, ecc.
Es. Transenne marmoree, di S. Vitale.
4 La porta in legno di S Ambrogio a Milano (fine del sec. IV), è
ormai un avanzo irriconoscibile.
5 Altri lavori in avorio di questo periodo sono:
– i dittici, come il Dittico consolare di Anicio Probo, nella Cattedrale
di Aosta; e il Dittico consolare di Boezio, nel Museo Cristiano di Brescia.
Si tratta di tavolette scolpite, congiunte insieme come libri, che si
usavan dare agli amici a ricordo di qualche avvenimento (elezione a console,
ecc.).
– le teche come la Teca delle reliquie nel Museo Cristiano di Brescia,
che unisce ritratti realistici con scene religiose.
Del Museo Cristiano di Brescia è pure il mirabile Medaglione di
vetro dipinto e dorato, con ritratti creduti di Galla Placidia e dei figli
Valentiniano e Onoria: raffigurazione realistica, che dà quasi
l’illusione di una pittura moderna.
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