Tratto da:
2000 anni di Arte e Architettura
Periodo Paleocristiano
Pittura e Mosaico
Di Baio Editore

MOSAICI A ROMA, RAVENNA, AQUILEIA, PARENZO, ecc.

1 – La basilica vuol offrire al fedele motivi di cultura e di edificazione religiosa: fargli conoscere episodi e figure del Vecchio e del Nuovo Testamento, di martiri e di santi.
Le pareti della basilica si coprono perciò di mosaici, genere preferito per la sua resistenza agli agenti atmosferici e pei suoi fastosi effetti decorativi: Gregorio Magno li chiamerà Biblia pauperum, la Bibbia di coloro che non sanno leggere fuori che il linguaggio tangibile delle forme.

Le parti della basilica particolarmente decorate sono:

a) abside e arco trionfale.
I mosaici hanno qui carattere prevalentemente mistico: scene tratte dai libri profetici o dall’Apocalisse, come il Giudizio finale, il Trionfo di Cristo, ecc.); le figure sono poche e grandiose, visibili di lontano, data la mistica semioscurità del luogo.

b) pareti delle navate.
I mosaici hanno qui carattere prevalentemente narrativo: scene del Vecchio e del Nuovo Testamento, vite di martiri e santi, ecc.

2 – Il mosaico cristiano deriva dal mosaico romano (opus tessellatum), con la differenza che quest’ultimo era usato quasi esclusivamente nei pavimenti, mentre il mosaico cristiano è usato più specialmente per decorare pareti o vôlte.
Esso consiste nel combinare insieme tanti pezzetti (tesserae) di pietre colorate, marmi, vetri, gemme, ecc. in modo da formare figure.
Tre erano in genere gli esecutori:
– il pictor imaginarius, che tracciava il disegno.
– il pictor parietarius, che trasportava il disegno sul muro.
– il musearius o esecutore materiale, che fissava le tessere sul muro, facendo uso di uno speciale cemento di malto.

Mosaici di S. Apollinare in Classe

Basilica Santa Sofia Costantinopoli

3 – Il mosaico paleocristiano parte dal potente realismo classico del periodo basilicale (IV sec.), e va sempre più decadendo verso il freddo convenzionalismo bizantino VI sec.): frontalismo, stilizzazione, disposizione simmetrica delle figure, fastoso policromismo, ecc.
Mosaici a Roma (mosaici basilicali). – I principali mosaici di Roma sono:
Mosaico absidale di S. Pudenziana (IV sec.), il più antico mosaico cristiano.
Rappresenta il Cristo seduto tra gli, apostoli: dietro a costoro, una a sinistra e l’altra a destra, appaiono due figure muliebri, simbolo forse dell’Antico e del Nuovo Testamento.
Nel secondo piano della scena un porticato dal tetto d’oro e, al di là di esso, ricchi edifici (Gerusalemme? il Viminale?), separati da un monte con sopra una croce gemmata.
In fondo, oltre Gerusalemme, un mare ondoso con i quattro simboli degli Evangelisti.
Mosaici dell’arco trionfale di S. Maria Maggiore (IV sec.), interessanti perchè tratti in qualche parte da Vangeli apocrifi.
Rappresentano in tante fasce sovrapposte scene della Vita di Gesù: l’Annunciazione, in cui la Vergine è occupata a tessere e non alla lettura; l’Adorazione dei magi, in cui il Bambino non appare in una stalla ma sopra ad un alto trono, ecc.
Mosaici della navata centrale di S. Maria Maggiore (V sec.), raffiguranti fatti dell’Antico Testamento (Abramo, Mosè, ecc.).
Mosaico absidale dei SS. Cosma e Damiano (prima metà del VI sec.), di capitale importanza perchè segna il passaggio dal mosaico romano al nuovo mosaico bizantino (frontalismo, rigidità, ecc.).
Rappresenta il Cristo sopra uno strato di nuvole: ai lati figure di santi e di apostoli; in basso una fascia con dodici pecore, simboleggianti forse i dodici apostoli.
Mosaici di S. Paolo fuori le mura, anch’essi notevoli per tracce di bizantinismo (grande busto di Cristo, dal volto emaciato e triste).

Mosaici a Ravenna

Mosaici a Ravenna (mosaici bizantini). – I principali mosaici di Ravenna sono:
Mosaici del mausoleo di Galla Placidia (prima metà del sec. V), i più antichi mosaici ravennati e perciò ancora vicini allo stile realista dei mosaici romani.
Importante specialmente, sotto la porta d’ingresso, il mosaico del Buon Pastore, scena deliziosamente pastorale.
Cupola del Battistero degli ortodossi, in cui si accentua la nota bizantina.
È composta di due fasce concentriche intorno ad un tondo centrale:
– la fascia esterna è d’ispirazione decisamente bizantina (motivo decorativo): troni con la croce gemmata si alternano ad altari sorreggenti vangeli aperti.
– la fascia mediana rappresenta la Processione dei dodici Apostoli, divisa in due schiere, con a capo S. Pietro e S. Paolo che si muovono incontro.
– il tondo centrale rappresenta il Battesimo di Cristo, e risente ancora del realismo classico.
Mosaici di S. Apollinare Nuovo (metà del VI sec.), in cui si afferma definitivamente il gusto bizantino.
La navata centrale, fastosamente decorata, è divisa in tre Zone:
– in alto una serie di quadretti con scene del Vecchio Testamento, alternati con padiglioni sotto cui stanno figure di santi;
– in mezzo, negli spazi tra le finestre, una serie di grandiose figure di santi e di profeti;
– in basso due processioni: a destra una schiera di martiri che esce dal palazzo di Teodorico e si dirige verso l’abside, ove un Cristo in trono è circondato da angeli; a sinistra una schiera di Vergini, che esce dal porto di Classe e si dirige verso il trono ove siede la Madonna col Bambino, di rimpetto a Cristo.
Mosaici di S. Apollinare in Classe, gli ultimi mosaici di Ravenna, dal simbolismo sempre più accentuato.
Particolarmente interessante l’abside: in alto la Trasfigurazione, in cui Cristo è rappresentato da una Croce e i discepoli da tre agnelli; in basso S. Apollinare, con paramenti solenni, in atto di benedire, circondato dai dodici Apostoli ancora figurati in agnelli.
Mosaici di S. Vitale (sec. VI), i migliori mosaici bizantini d’Italia.
Interessanti specialmente i mosaici delle pareti dell’abside, raffiguranti l’Imperatore Giustiniano col seguito tra cui il vescovo Massimiano), e l’imperatrice Teodora col seguito, che recano al tempio doni preziosi.
Mosaici ad Aquileia, Parenzo, ecc. – Da Ravenna l’arte musiva si irradia in altre città italiane: ne rimangono tracce ad Aquileia (pavimento della basilica); a Parenzo (abside della basilica); a Milano (Cappella di S. Vittore in Ciel d’Oro, nella basilica di S. Ambrogio; e Cappella di S. Aquilino, in ); a Roma (arco trionfale della basilica di S. Lorenzo; abside della basilica di S. Agnese): a Napoli (S. Restituta), ecc.

Chiesa di S. Lorenzo, Milano

 
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