Tratto da:
2000 anni di Arte e Architettura
Periodo Paleocristiano
Architettura
Di Baio Editore

L’INFLUENZA BIZANTINA E I SUOI CARATTERI.

– Il passaggio dal periodo basilicale al bizantino è segnato approssimativamente dalla riconquista bizantina dell’Italia per opera di Giustiniano; ma già dall’inizio del V secolo, dopo la divisione dell’Impero, l’influsso bizantino si manifesta tra di noi.
Ravenna specialmente, capitale fin dal 404 dell’Impero d’Occidente, fu in frequenti relazioni con Bisanzio, e perciò foggiò il suo stile (bizantino o ravennate) ancora prima della venuta dei bizantini in Italia.

Anche nell’architettura bizantina, come già nella basilicale, possiamo distinguere gli edifici a pianta basilicale da quelli
a pianta centrale.

Edifici a pianta basilicale (Basiliche).

1 – L’edificio più notevole, capolavoro e archetipo insieme di tutta l’architettura bizantina, è la Basilica di S. Sofia a Costantinopoli.

Flavio Pietro Sabbazio Giustiniano - in latino Flavius Petrus Sabbatius Iustinianus, meglio noto come Giustiniano I - (Tauresium, 11 maggio 483 – Costantinopoli, 14 novembre 565) è stato un imperatore bizantino, dal 1º agosto 527 alla sua morte.

Giustiniano fu uno dei più importanti sovrani dell'epoca altomedievale. Il suo governo coincise con un periodo d'oro per l'impero, dal punto di vista civile, economico e militare, con la riconquista di parte dei territori dell'Impero romano d'Occidente, per lo più grazie alle campagne di Belisario; Giustiniano portò avanti un progetto di edilizia civile che ha lasciato capolavori come la chiesa di Hagia Sophia a Costantinopoli; sotto il patronato di Giustiniano fiorì anche la cultura, che produsse scrittori come Procopio e Agazia e poeti come Paolo Silenziario. Ma la maggiore eredità lasciata da Giustiniano è la raccolta normativa poi conosciuta come Corpus iuris civilis, una compilazione omogenea della legge romana che è tutt'oggi alla base del diritto civile, l'ordinamento giuridico più diffuso al mondo.

La peste che colpì l'impero al termine della vita di Giustiniano segnò la fine di un'epoca di splendore che non sarebbe più tornata.

Essa fu costruita per ordine di Giustiniano (VI sec.) da due architetti dell’Asia Minore, Antonio di Tralles e Isidoro di Mileto, sul luogo dove sorgeva una basilica romana.
Caratteristiche principali sono:
– la pianta tra basilicale e centrale (sostanzialmente un quadrato), quest’ultima preferita dal gusto bizantino, decorativo e fantasioso.
– la cupola emisferica, dotata di pennacchi o trombe, che rendono possibile il passaggio dalla pianta circolare della cupola medesima a quella quadrangolare dell’edificio: è questa l’innovazione più importante dell’architettura bizantina.
Anche qui il maggior peso della cupola nei confronti del tetto in legno porta di conseguenza una serie di robusti sostegni: sua anzichè alle colonne binate, ecc. del precedente periodo, si ricorre a pilastri e ad un sistema complesso di cupolette, nicchioni, absidi, semicupole, ecc. di contrafforto.
– i matronei, o gallerie ad arcate, sovrastanti alle navate laterali ed aperte sulla navata centrale: erano riservate al popolo che non era ammesso al sacro recinto centrate, specialmente alle donne.
– il pulvino, o specie di cuscino foggiato a tronco di piramide rovesciata, interposto tra l’arco e la colonna;
– la ricchezza decorativa dell’interno: marmi colorati e preziosi, mosaici scintillanti, capitelli a paniere, ecc.

2 – È tuttavia da notare che in Italia l’architettura bizantina a pianta basilicale non differisce molto da quella del precedente periodo basilicale.
Le differenze, in gran parte accessorie, sono le seguenti:
– pulvino, che posa su capitelli a paniere;
– archivolto, non più architrave, sulle colonne (cfr. già alcune basiliche romane, come S. Sabina);
– abside internamente circolare ed esternamente poligonale: ai lati di essi si aprono talvolta due sacrestie, una per gli arredi sacri (prótesis) e una per gli officianti (diacónicon).
– decorazione esterna povera, con archetti ciechi e lesene;
– campanile di forma cilindrica.
Es. S. Apollinare Nuovo e S. Apollinare in Classe, a Ravenna.

Basilica S. Apollinare in Classe, Ravenna

Edifici a pianta centrale.

1 – Sono – come si è detto – i preferiti dal gusto decorativo bizantino.
Anche qui può servire di esempio la Basilica di S. Sofia, che – per quanto costruita sul luogo dove sorgeva una basilica romana – presenta una pianta sostanzialmente quadrata: tutte le caratteristiche in essa notate (cupola emisferica su pennacchi o trombe, pulvino, matronei, ricchezza decorativa dell’interno, ecc.) sono pure comuni agli edifici a pianta centrale.
Ad ogni modo, le più importanti chiese a pianta centrale in Costantinopoli sono:
Chiesa dei SS. Sergio e Bacco (VI sec.), anteriore di qualche anno alla stessa S. Sofia.
Chiesa dei SS. Apostoli, a perfetta croce greca, imitata più tardi in S. Marco a Venezia.

2 – È negli edifici a pianta centrale che si fa maggiormente sentire l’influenza bizantina in Italia: per cui questo tipo di architettura si differenzia da quello della precedente architettura basilicale.
La differenza più notevole è costituita dalla cupola emisferica, dotata di pennacchi o trombe, che – come s’è detto – rendono possibile il passaggio dalla pianta circolare della cupola medesima alla pianta poligonale dell’edificio.
Es. S. Vitale in Ravenna.

S. Vitale in Ravenna

Monumenti ravennati.

I monumenti di Ravenna si possono dividere in 3 gruppi:

1 – GRUPPO ROMANO (periodo dell’impero d’Occidente).
Es. Mausoleo di Galla Placidia, figlia dell’Imperatore Teodosio.
La pianta è a croce latina, coi bracci coperti a vôlta a botte: nell’incrocio una cupola emisferica su pennacchi.
La cupola, particolarità non ignota all’architettura romana (Tor pignattara) ma che a Ravenna diverrà di uso quasi costante, è costruita con anfore vuote per diminuirne il peso.
Battistero degli Ortodossi, sala da bagno romana trasformata in Battistero.
La pianta è ottagonale: la cupola poggia su pennacchi, ed è pur essa costruita con anfore vuote.

Mausoleo di Galla Placidia

2 – GRUPPO OSTROGOTO (periodo di Teodorico).
Battistero degli Ariani, costruito da Teodorico in modo del tutto simile a quello degli Ortodossi.

Mausoleo di Teodorico, in cui si fondono motivi romani (robuste arcate del piano inferiore), e siriaci (tomba a due piani, ricoperta da un pesante monolite a cupola).
Palazzo di Teodorico, presunto palazzo del re goto, che in realtà dev’essere un’aggiunta al vero palazzo, costruita qualche secolo dopo.
L’avancorpo richiama il protiro delle posteriori chiese romaniche; e la galleria pensile richiama le gallerie decorative dell’architettura romanica: si tratta quindi di un monumento di notevole importanza, perchè costituirebbe l’unico anello di congiunzione tra l’architettura bizantina e quella romanica, o – in senso più lato – tra l’arte classica e l’arte medievale.
S. Apollinare Nuovo, contenente le ceneri del martire ravennate, così denominata per distinguerla dall’analoga basilica di S. Apollinare in Classe. Fu anche detta in coelo aureo per lo splendore dei suoi mosaici.
Ha la forma della basilica romana a tre navate, colonne con pulvino, abside circolare all’interno e poligonale all’esterno, alto campanile rotondo.

3 – GRUPPO BIZANTINO (periodo di Giustiniano).
S. Apollinare in Classe, così denominata perchè costruita in onore del santo nella città di Classe, allora porto di Ravenna: ora sorge isolata nella sterminata campagna.
Ha forma analoga alla precedente, ma in più l’abside fiancheggiata da protesis e diaconicon.
S. Vitale, il capolavoro dell’architettura bizantina in Italia.
È una chiesa a pianta centrale ottagonale, anzi la prima chiesa a pianta centrale (cioè tipicamente bizantina) che sia sorta in Italia (1).
La cupola a pennacchi poggia su otto giganteschi pilastri, raccordati per mezzo di esedre a giorno, divise in due piani: il superiore funziona da matroneo. Una delle esedre si apre a presbiterio quadrato, terminato da una abside che sporge all’esterno con due piccole sacrestie laterali.
L’interno è un caleidoscopio di marmi e di mosaici: l’esterno, come sempre, è semplice e disadorno (2).

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1 S. Vitale è interiore ai SS. Sergio e Bacco di Costantinopoli, quindi alla stessa S. Sofia; il che ha fatto ritenere a molti che Bisanzio abbia derivato lo schema a pianta centrale dall’Italia.
Ma è più probabile che tanto gli architetti ravennati quanto i bizantini abbiano subito una comune influenza orientale, di cui troviamo già le tracce nelle grandi costruzioni romane a pianta centrale del II e III secolo.

2 Monumenti bizantini si trovano anche nel resto d’Italia:
Duomo di Parenzo (con quadriportico) nell’Istria.
Chiesa di S. Lorenzo a Milano, forse anteriore allo stesso S. Vitale, ma ricostruita quasi per intero nel Cinquecento.
Richiama S. Vitale per la pianta centrale: anzi queste due chiese sono le uniche bizantine a pianta centrale esistenti in Italia.
Ha però pianta quadrata, e quindi la cupola poggia su quattro copie di pilastri raccordati per mezzo di esedre: al piano superiore il matroneo.

Particolarmente fertile fu il filone a pianta centrale sviluppato a Milano, allorché divenne sede della corte imperiale. Esempio tipico di questa tendenza è la chiesa di S. Lorenzo. La fioritura artistica di questo periodo nella città lombarda è fortemente influenzata dall’oriente ellenistico, stabilendo quasi un ponte di lancio dell’architettura bizantina, che porterà alla realizzazione di capolavori a pianta centrale come S. Vitale, a Ravenna - la città del coevo Mausoleo di Teodorico, a pianta circolare - e S. Sofia a Costantinopoli.

S. Agnese e S. Lorenzo a Roma, già viste nel periodo basilicate (p. 7), ma dotate di matronei nel periodo bizantino.

 
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