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L’INFLUENZA BIZANTINA E I SUOI CARATTERI.
– Il passaggio dal periodo basilicale al bizantino è segnato
approssimativamente dalla riconquista bizantina dell’Italia per
opera di Giustiniano; ma già dall’inizio del V secolo, dopo
la divisione dell’Impero, l’influsso bizantino si manifesta
tra di noi.
Ravenna specialmente, capitale fin dal 404 dell’Impero d’Occidente,
fu in frequenti relazioni con Bisanzio, e perciò foggiò
il suo stile (bizantino o ravennate) ancora prima della venuta dei bizantini
in Italia.
Anche nell’architettura bizantina, come già nella basilicale,
possiamo distinguere gli edifici a pianta basilicale da quelli
a pianta centrale.
Edifici a pianta basilicale (Basiliche).
1 – L’edificio più notevole, capolavoro e archetipo
insieme di tutta l’architettura bizantina, è la Basilica
di S. Sofia a Costantinopoli.
Essa fu costruita per ordine di Giustiniano (VI sec.) da due architetti
dell’Asia Minore, Antonio di Tralles e Isidoro di Mileto, sul luogo
dove sorgeva una basilica romana.
Caratteristiche principali sono:
– la pianta tra basilicale e centrale (sostanzialmente un quadrato),
quest’ultima preferita dal gusto bizantino, decorativo e fantasioso.
– la cupola emisferica, dotata di pennacchi o trombe, che rendono
possibile il passaggio dalla pianta circolare della cupola medesima a
quella quadrangolare dell’edificio: è questa l’innovazione
più importante dell’architettura bizantina.
Anche qui il maggior peso della cupola nei confronti del tetto in legno
porta di conseguenza una serie di robusti sostegni: sua anzichè
alle colonne binate, ecc. del precedente periodo, si ricorre a pilastri
e ad un sistema complesso di cupolette, nicchioni, absidi, semicupole,
ecc. di contrafforto.
– i matronei, o gallerie ad arcate, sovrastanti alle navate laterali
ed aperte sulla navata centrale: erano riservate al popolo che non era
ammesso al sacro recinto centrate, specialmente alle donne.
– il pulvino, o specie di cuscino foggiato a tronco di piramide
rovesciata, interposto tra l’arco e la colonna;
– la ricchezza decorativa dell’interno: marmi colorati e preziosi,
mosaici scintillanti, capitelli a paniere, ecc.
2 – È tuttavia da notare che in Italia l’architettura
bizantina a pianta basilicale non differisce molto da quella del precedente
periodo basilicale.
Le differenze, in gran parte accessorie, sono le seguenti:
– pulvino, che posa su capitelli a paniere;
– archivolto, non più architrave, sulle colonne (cfr. già
alcune basiliche romane, come S. Sabina);
– abside internamente circolare ed esternamente poligonale: ai lati
di essi si aprono talvolta due sacrestie, una per gli arredi sacri (prótesis)
e una per gli officianti (diacónicon).
– decorazione esterna povera, con archetti ciechi e lesene;
– campanile di forma cilindrica.
Es. S. Apollinare Nuovo e S. Apollinare in Classe, a
Ravenna.
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Basilica
S. Apollinare in Classe, Ravenna |
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Edifici a pianta centrale.
1 – Sono – come si è detto – i preferiti dal
gusto decorativo bizantino.
Anche qui può servire di esempio la Basilica di S. Sofia, che –
per quanto costruita sul luogo dove sorgeva una basilica romana –
presenta una pianta sostanzialmente quadrata: tutte le caratteristiche
in essa notate (cupola emisferica su pennacchi o trombe, pulvino, matronei,
ricchezza decorativa dell’interno, ecc.) sono pure comuni agli edifici
a pianta centrale.
Ad ogni modo, le più importanti chiese a pianta centrale in Costantinopoli
sono:
Chiesa dei SS. Sergio e Bacco (VI sec.), anteriore di qualche anno alla
stessa S. Sofia.
Chiesa dei SS. Apostoli, a perfetta croce greca, imitata più tardi
in S. Marco a Venezia.
2 – È negli edifici a pianta centrale che si fa maggiormente
sentire l’influenza bizantina in Italia: per cui questo tipo di
architettura si differenzia da quello della precedente architettura basilicale.
La differenza più notevole è costituita dalla cupola emisferica,
dotata di pennacchi o trombe, che – come s’è detto
– rendono possibile il passaggio dalla pianta circolare della cupola
medesima alla pianta poligonale dell’edificio.
Es. S. Vitale in Ravenna.
Monumenti ravennati.
I monumenti di Ravenna si possono dividere in 3 gruppi:
1 – GRUPPO ROMANO (periodo dell’impero d’Occidente).
Es. Mausoleo di Galla Placidia, figlia dell’Imperatore
Teodosio.
La pianta è a croce latina, coi bracci coperti a vôlta a
botte: nell’incrocio una cupola emisferica su pennacchi.
La cupola, particolarità non ignota all’architettura romana
(Tor pignattara) ma che a Ravenna diverrà di uso quasi costante,
è costruita con anfore vuote per diminuirne il peso.
Battistero degli Ortodossi, sala da bagno romana trasformata in Battistero.
La pianta è ottagonale: la cupola poggia su pennacchi, ed è
pur essa costruita con anfore vuote.
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Mausoleo
di Galla Placidia |
2 – GRUPPO OSTROGOTO (periodo di Teodorico).
Battistero degli Ariani, costruito da Teodorico in modo del tutto simile
a quello degli Ortodossi.
Mausoleo di Teodorico, in cui si fondono motivi romani (robuste arcate
del piano inferiore), e siriaci (tomba a due piani, ricoperta da un pesante
monolite a cupola).
Palazzo di Teodorico, presunto palazzo del re goto, che in realtà
dev’essere un’aggiunta al vero palazzo, costruita qualche
secolo dopo.
L’avancorpo richiama il protiro delle posteriori chiese romaniche;
e la galleria pensile richiama le gallerie decorative dell’architettura
romanica: si tratta quindi di un monumento di notevole importanza, perchè
costituirebbe l’unico anello di congiunzione tra l’architettura
bizantina e quella romanica, o – in senso più lato –
tra l’arte classica e l’arte medievale.
S. Apollinare Nuovo, contenente le ceneri del martire ravennate, così
denominata per distinguerla dall’analoga basilica di S. Apollinare
in Classe. Fu anche detta in coelo aureo per lo splendore dei suoi mosaici.
Ha la forma della basilica romana a tre navate, colonne con pulvino, abside
circolare all’interno e poligonale all’esterno, alto campanile
rotondo.
3 – GRUPPO BIZANTINO (periodo di Giustiniano).
S. Apollinare in Classe, così denominata perchè costruita
in onore del santo nella città di Classe, allora porto di Ravenna:
ora sorge isolata nella sterminata campagna.
Ha forma analoga alla precedente, ma in più l’abside fiancheggiata
da protesis e diaconicon.
S. Vitale, il capolavoro dell’architettura bizantina in Italia.
È una chiesa a pianta centrale ottagonale, anzi la prima chiesa
a pianta centrale (cioè tipicamente bizantina) che sia sorta in
Italia (1).
La cupola a pennacchi poggia su otto giganteschi pilastri, raccordati
per mezzo di esedre a giorno, divise in due piani: il superiore funziona
da matroneo. Una delle esedre si apre a presbiterio quadrato, terminato
da una abside che sporge all’esterno con due piccole sacrestie laterali.
L’interno è un caleidoscopio di marmi e di mosaici: l’esterno,
come sempre, è semplice e disadorno (2).
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1 S. Vitale è interiore ai SS. Sergio e Bacco di Costantinopoli,
quindi alla stessa S. Sofia; il che ha fatto ritenere a molti che Bisanzio
abbia derivato lo schema a pianta centrale dall’Italia.
Ma è più probabile che tanto gli architetti ravennati quanto
i bizantini abbiano subito una comune influenza orientale, di cui troviamo
già le tracce nelle grandi costruzioni romane a pianta centrale
del II e III secolo.
2 Monumenti bizantini si trovano anche nel resto d’Italia:
Duomo di Parenzo (con quadriportico) nell’Istria.
Chiesa di S. Lorenzo a Milano, forse anteriore allo stesso S. Vitale,
ma ricostruita quasi per intero nel Cinquecento.
Richiama S. Vitale per la pianta centrale: anzi queste due chiese sono
le uniche bizantine a pianta centrale esistenti in Italia.
Ha però pianta quadrata, e quindi la cupola poggia su quattro copie
di pilastri raccordati per mezzo di esedre: al piano superiore il matroneo.
S. Agnese e S. Lorenzo a Roma, già viste nel periodo basilicate
(p. 7), ma dotate di matronei nel periodo bizantino.
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